di Iv. Por.
«È infondata la notizia di un ulteriore calo di volumi produttivi, che prevediamo in linea con quelli realizzati lo scorso anno, anche se ridistribuiti su produzioni diverse». La Nestlè interviene con una nota ufficiale per placare quello che viene definito «uso allarmistico» a proposito dell’andamento dello stabilimento Perugina di San Sisto, dopo le assemblee della scorsa settimana, durante le quali sindacati e Rsu avevano chiesto a gran voce l’intervento del governo per invitare la multinazionale a un piano di rilancio.
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Allarmismo sui numeri Nestlé, nella nota, ammette che «come abbiamo avuto modo di illustrare più volte in questi mesi alle rappresentanze sindacali, il mercato dove opera Perugina è in contrazione da tempo. Questo ha comportato – in questi ultimi anni – un’inevitabile contrazione dei volumi dello stabilimento, a cui l’Azienda, in accordo con i sindacati stessi, sta facendo fronte senza intaccare i livelli occupazionali. Il numero di 300 esuberi – comparso nei giorni scorsi nei media – è un’elaborazione di fonte sindacale che non ha riscontro in nessuna comunicazione intercorsa con loro. L’uso allarmistico dei numeri su volumi produttivi e sulle persone impiegate, così come l’utilizzo improprio di termini come “vertenza” – quando non è in corso alcuna vertenza – per definire un confronto aperto e costruttivo fra azienda e rappresentanze sindacali non giova di certo al marchio, all’azienda e alle persone stesse».
Stop solidarietà L’azienda ricorda che dal 1° settembre si interromperà il ricorso ai contratti di solidarietà (stipulati nell’estate 2014) «per adeguare la produzione alla stagionalità tipica dei consumi di cioccolato». Quindi, per il periodo di “curva alta” «tutti gli addetti alla produzione rientreranno al lavoro e saranno impegnati per la campagna della stagione 2015-2016, che tutti ci auguriamo sia di successo per i prodotti Perugina».
Nessun calo ma mix produttivo Riguardo all’orizzonte da qui ai prossimi mesi, Nestlé afferma che «in una situazione economica che permane tuttora problematica, l’azienda ha programmato il proprio mix produttivo in coerenza con le richieste del mercato che vedono crescere i prodotti legati al canale della grande distribuzione organzzata, mentre continua la contrazione dei volumi destinati al canale “pasticceria”. È quindi infondata – sottolinea la multinazionale – la notizia di un ulteriore calo di volumi produttivi, che prevediamo in linea con quelli realizzati lo scorso anno, anche se ridistribuiti su produzioni diverse, che richiedono modalità e tempi di lavorazione differenti rispetto al precedente mix produttivo».
Piano di riposizionamento Nestlé si dice «impegnata a sostenere lo sviluppo competitivo della fabbrica di San Sisto» per la quale sta elaborando «un piano di riposizionamento del Brand che favorisca il rilancio delle produzioni, in uno scenario comunque negativo in termini di consumi. A riprova di ciò vanno considerati gli investimenti sostenuti per garantire la presenza di Perugina ad Expo 2015 con un padiglione interamente dedicato, che sta contribuendo a consolidare la visibilità del marchio a livello sia nazionale che internazionale».
No chiacchiere da bar Infine Nestlé si definisce stupefatta «dello spazio lasciato da alcuni organi di stampa alle dichiarazioni totalmente fantasiose di persone notoriamente prive di un qualsiasi ruolo istituzionale o imprenditoriale sul territorio che non sia, a sua volta, di fantasia e autoriferito. Dichiarazioni dal tono normalmente definito “da bar”, e che il buon senso, ancora prima della professione, suggerirebbe che in ambito privato dovrebbero rimanere. L’Azienda auspica che gli attacchi preventivi, che non fanno altro che penalizzare il brand e le vendite, lascino il posto alla serenità e alla concentrazione necessarie per affrontare con successo la stagione produttiva che sta per aprirsi, e che vede i lavoratori della Perugina impegnati, con grande professionalità, a fornire prodotti di alta qualità ai consumatori».
