Lo stand della Nestlè a forma di Bacio all'Expo

di Ivano Porfiri

«Il Bacio Perugina non può essere prodotto che a Perugia e la presenza a Expo vuole lanciare l’export verso nuovi mercati». Fuga ogni dubbio Corrado Castrovillari, direttore generale divisione dolciari Nestlè Italia, non solo ai giornalisti ma anche ai rappresentanti dei sindacati presenti alla presentazione dello stand del Bacio Perugina all’Expo di Milano, avvenuta nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia.

Fotogallery: lo stand Nestlè ad Expo

Perché Bacio a Expo Castrovillari ha sottolineato il legame indissolubile tra il Bacio e Perugia. «Per noi – ha detto – è un motivo di grande orgoglio associare Bacio Perugina all’Expo. E’ un progetto che non poteva che partire da qui. Questa è la città che ha inventato e produce il Bacio. Nestlè è leader mondiale dell’alimentazione ed è da sempre sensibile ai temi della nutrizione, non potevamo mancare all’Expo. Bacio lì è un attore protagonista: abbiamo un padiglione che è un grande Bacio Perugina con tanto di colore blu, stelline, grifo, i messaggini sul pavimento, muro dei baci dove ognuno può scrivere il suo messaggio d’amore, la storia del Bacio. A fianco di questo c’è una parte sulla responsabilità sociale e la sostenibilità, temi su cui noi investiamo molto: un esempio simbolico è la raccolta dell’alluminio dei Baci, un altro due fontane di cioccolato movimentate con pannelli solari».

Video: lo stand a Expo 2015

Scommessa sull’export Ma il tema più importante per i perugini è la scommessa sul futuro della fabbrica di San Sisto. «Se andate a Milano – ha spiegato Castrovillari . vedrete che abbiamo portato anche S.Pellegrino ma con un investimento inferiore al Bacio. Questo perché abbiamo colto un’opportunità unica. L’azienda crede che a livello export sul Bacio si possa avere una crescita». Il dg ha riportato come «l’export sui Baci non sia mai stato alto, non più del 10-12% ma negli ultimi 3 anni è cresciuto del 30%, anche in quest’ottica si inquadra la presenza all’Expo di Milano. E per il 2015 c’è una ulteriore crescita del 10% nonostante alcune situazioni sfavorevoli come la caduta del rublo o le difficoltà del Venezuela». L’espansione, per Castrovillari può avvenire anche verso la Cina «dove piace molto il cioccolato fondente associato alla frutta secca». Ma anche Brasile, Russia, oltre che nei mercati storici come Usa e Canada. «Abbiamo notato un’accettazione buona nelle fasce di mercato medio-alte, il Bacio è simbolo di eccellenza italiana. Spostare la produzione? Il Bacio non può che essere prodotto a Perugia».

Marini: «Orgoglio umbro» La presidente Catiuscia Marini ha ringraziato l’azienda per aver scelto Perugia per illustrare il progetto. «La decisione di Nestlè di essere presente all’Expo con il Bacio – ha detto – un frutto del talento creativo artigianale e industriale dell’Umbria, per la Regione è non solo un onore, ma un risultato importante. Il Bacio avrà quindi una sua presenza emblematica. Dietro a questo per noi ci sono significati profondi, legati alla produzione dei Baci e alla fabbrica presente da un secolo. Nei mesi scorsi abbiamo avuto importanti interlocuzioni rispetto all’esigenza che si dia una nuova prospettiva industriale. Tuttavia, tutto quello che può rafforzare il brand perugina è per noi un valore aggiunto, specie in una vetrina come Expo». Marini ha quindi inquadrato la presenza del Bacio nel quadro delle iniziative umbre all’Expo: dal cluster del cioccolato che vede l’Umbria protagonista con Guarducci a quello del vino, alla presenza a Cascina Triulza e, per tre settimane a giugno nel padiglione Italia.

Barelli: «Il 5/6 la Carta di Milano» Anche il vicesindaco Urbano Barelli ha definito Perugina «un pezzo di orgoglio e di storia della città. L’abbinamento Baci Perugina-Expo – ha aggiunto – è importante perché Expo parla di alimentazione e anche di sostenibilità ambientale». Barelli ha annunciato per il 5 giugno, Giornata mondiale dell’ambiente, la sottoscrizione della Carta di Milano, che nascerà all’Expo.

Cgil: «Bene ma subito piano industriale» Michele Greco della Flai Cgil considera il progetto “Perugina per Expo 2015” un «segnale importante nell’ottica di un rafforzamento del brand Perugina in Italia e nel mondo, una scelta peraltro sollecitata fin dall’inizio dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu, consapevoli dell’importanza della vetrina rappresentata da Expo. Tuttavia, questo impegno, condivisibile e importante, non avrà alcun effetto positivo se non sarà accompagnato da un piano industriale serio e immediato, per il quale non è possibile aspettare ancora, visto che il contratto di solidarietà in essere scadrà tra un anno e bisognerà arrivare a quell’appuntamento con una fabbrica strutturata e in sicurezza dal punto di vista occupazionale. Per quanto ci riguarda, abbiamo già dimostrato di avere proposte e idee chiare sulle strategie per rilanciare la fabbrica di San Sisto. Proposte e idee che presenteremo all’azienda nell’incontro fissato per il prossimo 14 maggio e sulle quali vorremmo aprire un confronto reale».