Operaia alla Perugina

di Ivano Porfiri

«Il confronto a livello nazionale è necessario perché la nostra preoccupazione è legata all’idea che Nestlè sia molto concentrata a rilanciare il Bacio a livello internazionale, ma voglia rilegare solo a questo e alle tavolette lo stabilimento di San Sisto, portando gradualmente alla chiusura degli altri reparti». Lo ha scandito a chiare lettere in consiglio regionale, la presidente Catiuscia Marini, in un’informativa ai consiglieri sulla situazione della Perugina, alla vigilia del primo incontro con la Nestlè al ministero dello Sviluppo economico.

TUTTA LA VICENDA PERUGINA

Contratto di solidarietà Marini ha ricordato tutto l’iter che ha portato alla sottoscrizione, oltre un anno fa, del contratto di solidarietà «che incide – ha ricordato – per gli 861 occupati stabili della Perugina nella riduzione dell’orario di lavoro e quindi del reddito fino al 50% nei periodi di bassa. Ma grazie a questo sono stati evitati 210 esuberi. Il contratto scadrà il 1 settembre 2016 ed è per questo che i sindacati già da tempo hanno iniziato a mobilitarsi».

Incontri al Mise La presidente dell’Umbria ha snocciolato tutta una serie di questioni aperte, che saranno oggetto del confronto da calendarizzare al Mise. «Nei primi giorni di agosto ho formalizzato una richiesta al ministro Guidi per dar corpo a un tavolo nazionale con Nestlè per discutere del futuro del lavoro e dei lavoratori anche di San Sisto (uno dei cinque stabilimenti Nestlè italiani, ndr). Il ministro ha risposto a fine agosto, annunciando una serie di incontri concordati con Nestlè nel mese di settembre ai quali parteciperemo». Si è ora in attesa della prima convocazione.

Le questioni aperte Ciò che verrà messo sul tavolo del Mise, da parte della Regione, ma anche del Comune di Perugia e delle organizzazioni sindacali, ci sono «le prospettive delle produzioni e il rischio che i volumi possano scendere e questo dipende anche dalle tipologie che vengono realizzate a San Sisto; gli investimenti promozionali e commerciali per la valorizzazione dei prodotti; come si intendono posizionare le produzioni di San Sisto all’estero perché – ha sottolineato Marini – far parte di una multinazionale non è un limite, ma una possibilità». Ma anche quali politiche industriali si intendono mettere in campo per saturare le linee anche con forniture per aziende terze; se ci sono possibilità di integrazione con la torrefazione del cacao che si trova nello stesso perimetro industriale. «Ed infine – ha detto Marini – cosa intende fare il gruppo del marchio Perugina?».

Non solo Bacio Secondo la presidente «immaginare un futuro per San Sisto solo con il prodotto simbolo, il Bacio, non consente di saturare i volumi. Il confronto è necessario a livello nazionale perché la nostra preoccupazione è legata all’idea che Nestlè sia molto concentrata sulla produzione del cioccolato e si lasci indietro il resto. La fabbrica di San Sisto – ha rimarcato – non manca di inventiva e grande professionalità, ha una storia emblematica in questo. Noi, come istituzioni, ci dobbiamo concentrare ad aprire un dialogo nel merito del piano industriale e far disvelare le strategie della multinazionale sull’Italia e su Perugia».

Mozione ritirata Marini ha quindi proposto di spostare il dibattito in consiglio a una sua successiva comunicazione dopo l’incontro al Mise per arrivare a costruire un atto di indirizzo con le forze politiche. Richiesta accolta con la mozione presentata dai capigruppo di maggioranza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Giacomo Leonelli (Pd), Giuseppe Biancarelli (Upu) e Silvano Rometti (SeR) che è stata ritirata. Sull’argomento è intervenuto il portavoce del centrodestra e liste civiche, Claudio Ricci, auspicando che il «lavoro prosegua in commissione e che si arrivi ad un documento unitario per salvaguardare lo stabilimento di San Sisto».

Caso in Parlamento Intanto il deputato umbro Giampiero Giulietti ha presentato un’interrogazione al ministero dello Sviluppo economico, sottoscritta anche dai deputati Guglielmo Epifani, Marina Sereni, Anna Ascani e Walter Verini, per sollecitare il Governo ad attivarsi a tutela dello stabilimento di San Sisto della Perugina- Nestlè. «Crediamo che sia fondamentale mettere in campo una nuova e determinata strategia che consenta in primis di rafforzare i prodotti storici, come il Bacio, ma anche di portare a San Sisto nuove produzioni e sviluppare una nuova strategia aziendale nei settori biscotti e caramelle. E’ necessario capire quali siano le intenzioni della multinazionale su Perugia e sugli altri stabilimenti del settore in Italia che occupano complessivamente oltre 3.000 persone e che hanno a che fare con evidenti cali di produzione, pertanto chiediamo al Governo di intervenire presso Nestlè Italia al fine di sapere se l’Italia resta un paese strategico per la multinazionale e di attivarsi affinché le scelte aziendali siano indirizzate a tutelare la qualità delle produzioni, dando prospettive di crescita, e a garantire i lavoratori».

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