Il confronto sulla Perugina all'auditorium di Santa Cecilia

Una mozione condivisa da votare in Aula quale impegno forte da parte di consiglio regionale ed Esecutivo per «seguire da vicino questa delicata vicenda, che riguarda l’economia di un intero territorio e la tranquillità di tantissime famiglie». E’ il segnale che verrà lanciato, al termine delle audizioni, dalla seconda commissione dell’Assemblea legislativa in merito alla vertenza Nestlé-Perugina. Mentre l’azienda frena gli allarmismi e getta acqua sul fuoco, la politica regionale ha iniziato un percorso attraverso l’audizione in seconda commissione, presieduta da Giuseppe Biancarelli, dei rappresentanti sindacali. È emerso l’auspicio che la politica umbra possa lavorare insieme e chiedere, tra l’altro, al ministero per lo sviluppo economico di anticipare la convocazione di un tavolo in cui l’azienda sarà chiamata a fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di San Sisto, dove il contratto di solidarietà dei lavoratori scadrà nell’agosto 2016. La Commissione si è impegnata ad approfondire la vicenda predisponendo audizioni con la Giunta regionale e con la stessa proprietà.

I sindacati Michele Greco (Fai-Cgil) ha spiegato che «si tratta di una vertenza di carattere nazionale, per questo è necessario un impegno diretto da parte della politica regionale, alla quale chiediamo di intervenire con forza presso il Mise per accelerare la già prevista convocazione delle parti interessate. Possiamo definirla una vertenza ‘sui generis’ poiché abbiamo predisposto una nostra proposta già illustrata alla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Andrea Romizi e al sottosegretario del Mise Giampietro Castano. Il silenzio della Nestlè desta grande preoccupazione». Per Dario Bruschi (Fai-Cisl) la preoccupazione deriva dal fatto che «la vertenza tocca un settore considerato anticiclico per eccellenza. Chiediamo di conoscere le proposte della Nestlè, chiamata a mettere in campo strategie di investimento sulla Perugina, come assicurato in sede di sottoscrizione del contratto di solidarietà, ma ad oggi non rispettate: rilancio del marchio ‘Perugina’ in Italia e all’estero; sviluppo del sito di San Sisto; pieno utilizzo dell’attuale articolazione tecnologica dello stabilimento, migliorandone l’efficienza operativa». Secondo Daniele Marcaccioli (Uila-Uil) «ci troviamo di fronte ad una situazione complicata che chiede la sensibilizzazione di tutti. Si tratta di una situazione in cui è necessario tenere lontane speculazioni mediatiche e di interesse. Chiediamo chiarezza da parte dell’azienda. Ci sono le potenzialità giuste per garantire un futuro alla Perugina».

Gli interventi dei consiglieri Claudio Ricci (Rp – portavoce Cd e Civiche) ha dato «massima disponibilità ad intraprendere un percorso comune per interventi complessivi e per individuare azioni da sostenere insieme. Aziende come la Perugina sono profondamente legate all’identità del luogo dove producono. È importante dar vita ad un documento condiviso». Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) definisce «importante la redazione di un documento condiviso. Dobbiamo guardare con la massima attenzione alle dinamiche produttive dell’azienda». Secondo Giacomo Leonelli (Pd) «è importante guardare a quei nuovi prodotti che il mercato sta chiedendo. Bene la predisposizione, da parte della Commissione, di un documento unitario, ma prima è importante dar luogo ad una audizione con la proprietà per verificare e conoscere la situazione generale e le loro intenzioni». Andrea Smacchi (Pd): «Rispetto assoluto per la Perugina, ma massima attenzione anche per le altre situazioni figlie di politiche non giuste». Distinguo di Raffaele Nevi (FI): «Prima di dar vita ad un documento della commissione è importante ascoltare nel merito anche la Giunta regionale per conoscere i rapporti e gli eventuali incontri avuti con la proprietà». Andrea Liberati (M5s) chiede di «sapere se l’azienda, nel corso degli anni, ha mai ottenuto soldi pubblici; se esistono esternalizzazioni a cooperative e se si è a conoscenza di nuove realtà imprenditoriali pronte a subentrare». Attilio Solinas (Pd): «Una multinazionale come Nestlè non può lasciare disattese le aspettative del lavoratori e della comunità umbra. Perugina è un brand storico che rappresenta l’Umbria ed il suo tessuto economico alla stessa stregua di Thyssen Krupp». Infine Valerio Mancini (Lega nord): «La politica delle multinazionali non è mai stata la qualità, mentre la Perugina ha sempre puntato su questo. Le multinazionali e le banche sono l’altra faccia della medaglia. C’è un disegno subdolo volto a diminuire e depotenziare le stesse potenzialità di un territorio per cannibalizzare questo paese».

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