Lavoratori in protesta. Foto Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Inizierà il 10 febbraio nella sede di Confindustria a Perugia la discussione sul piano industriale per la Perugina. L’annuncio è arrivato martedì nel corso del Coordinamento nazionale della multinazionale, che si è svolto a Milano alla presenza dei sindacati.

Decisi gli investimenti La grande novità comunicata ai presenti da parte di Nestlè è che è stato deciso finalmente il piano degli investimenti che il marchio svizzero è pronto a mettere sul piatto per il rilancio della fabbrica (e di tutto il gruppo). Per ora le cifre restano top secret, ma il management le svelerà durante il confronto che partirà a febbraio e che ha già in calendario una seconda data, il 2 marzo, sempre in via Palermo.

Parte in vero confronto «Per la prima volta – spiega Michele Greco, segretario della Flai Cgil – sono disposti ad ascoltare il nostro piano industriale, quello presentato lo scorso anno a stampa e istituzioni. Saremo noi a iniziare con quello. Poi, da lì, partirà il confronto e loro dovranno svelare il loro. E’ chiaro che non aspettiamo una convergenza assoluta, ma finalmente inizieremo a scendere nel merito delle questioni con i numeri veri sul tavolo e capiremo le reali intenzioni di Nestlè».

Le richieste La posizione dei rappresentanti dei lavoratori, nei mesi, non è cambiata. «Chiediamo sempre un Piano industriale – sottolinea Greco – che tuteli l’occupazione e la professionalità di alto livello che c’è in Perugina ed è un valore che non va disperso. Abbiamo accettato grandi sacrifici con il contratto di solidarietà, che scadrà tra pochi mesi, ad agosto. L’azienda finora è rimasta in silenzio. Siamo felici che si entri finalmente nel merito, di certo non ci aspettiamo un percorso facile ma che ci ascoltino è già il coronamento di una vertenza lunga e faticosa».

Gelati e dolci Intanto i manager Nestlè hanno lamentato un andamento negativo della produzione per i settori gelato e dolciario. A febbraio e marzo si terranno anche i coordinamenti per questi settori. «Siamo direttamente interessati – afferma Greco – sia per i gelati, settore che coinvolge Perugina ma anche la Eskigel di Terni per via della joint venture tra Nestlè e R&R, sia per i dolci, per i quali San Sisto è l’unica fabbrica rimasta del gruppo e su cui vorremmo investimenti veri per diversificare la produzione che, come diciamo da sempre, non può basarsi solo sul Bacio».

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