©Fabrizio Troccoli

Sono 6.603, il 9 per cento del totale, le imprese guidate da cittadini stranieri in Provincia di Perugia. Anche nel secondo trimestre 2018 il fenomeno risulta in crescita, secondo quanto segnala la Camera di commercio, anche se cominciano ad affiorare segnali di rallentamento.

I numeri Rispetto allo stesso periodo del 2017 l’aumento è di 94 unità (+1,4%). Meglio dell’imprenditoria perugina, che nello stesso periodo, ha visto ridursi il numero delle proprie imprese di 289 unità (-0,4%). Delle 6.603 imprese straniere, 5.726, il 78,4%, sono Ditte Individuali e 1.877, il 21,6%, Società di Capitali e Società di Persone, in cui la componente estera supera il 50% del capitale e il 50% della compagine societaria. I cittadini stranieri che hanno scelto la provincia di Perugia come sede per le proprie attività imprenditoriali provengono da 115 paesi di tutti i continenti.

Apporto fondamentale «La componente estera è ormai una realtà strutturale all’interno del tessuto imprenditoriale provinciale, di cui rappresenta un significativo 9% – commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia -. Numericamente, senza l’apporto delle oltre 6 mila imprese estere, l’intera base imprenditoriale della provincia sconterebbe una contrazione consistente. E non va dimenticato, che il fare impresa rappresenta, innegabilmente, un forte strumento di integrazione, che pertanto va incentivato e sostenuto. Nel II trimestre di quest’anno le imprese straniere risultano ancora in crescita – rimarca poi Mencaroni – anche se stanno emergendo segni di rallentamento, con una chiara tendenza verso nuovi equilibri geopolitici. Registriamo infatti un diffuso arretramento delle imprese costituite da cittadini comunitari (Francia, Germania, Polonia, Benelux, Austria), a fronte di una crescita di quelle che fanno capo a extracomunitari (Cina, Albania, Nigeria, Tunisia, Algeria, Macedonia e Ucraina)».

Nazionalità e settori Gli imprenditori stranieri più numerosi sono i marocchini, titolari di 1.013 ditte individuali (seppur in arretramento del 4,3%), gli albanesi (710 ditte), i rumeni (677). Crescita decisa per i cinesi (356), che in un anno avanzano del 4,4%. A seguire svizzeri, nigeriani, francesi, tunisini, tedeschi e algerini, con oltre 100 ditte registrate. I settori che gli “stranieri” prediligono: il Commercio, dove opera circa un terzo delle imprese (30,6%), le Costruzioni (26,5%), i settori Manifatturieri (8,3%), i Servizi di Alloggio e Ristorazione (8,1%) e l’Agricoltura (6,6%).

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.