A Perugia il 30 per cento dei lavoratori di Sda, società di spedizioni del gruppo Poste, rischia il posto di lavoro. Anche per questo mercoledì c’è stato il presidio sotto la prefettura di Perugia, tenuto insieme alla Filt Cgil per chiedere l’intervento del governo nazionale necessario a sbloccare la situazione di stallo con i magazzini del gruppo fermi da giorni e gravi ripercussioni sui lavoratori stessi. «Alla Prefettura – dice Marco Bizzarri della Cgil – abbiamo chiesto un intervento anche rispetto a Poste che è il soggetto che controlla Sda per trovare una soluzione immediata alle problematiche che investono questa azienda. Sarebbe impensabile che alla fine siano i lavoratori a pagare questa situazione, in particolare quelli indiretti che operano in appalto quindi corrieri e facchini. Si parla del 30 per cento, non abbiamo ancora notizie di esuberi certi perciò aspettiamo con preoccupazione».
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La situazione Per effetto di alcuni blocchi effettuati in alcuni magazzini in giro per l’Italia, che durano ormai da diversi giorni, a oggi si registra una contrazione dei volumi di produzione vicina al 50 per cento. «Questa – continua Bizzarri – è una situazione che si sta riverberando in maniera forte nelle filiali umbre, in particolar modo in quella di Perugia dove purtroppo in questi giorni si è lavorato veramente poco. Si va preconfigurando una situazione di potenziali esuberi che noi individuiamo intorno al 30 per cento e che ci preoccupa in maniera assoluta. Tra l’altro tutta questa vicenda che riguarda oltre 9 mila addetti tra diretti e appalti ha ovviamente carattere nazionale e ci preoccupa che la vicenda stia passando sotto traccia, se ne parla poco, qualche latente interesse della politica c’è stato ma per i volumi e per il numero di persone che interessa francamente c’è stato poco interesse e poco rilievo».
Situazione paradossale Dato questo il calo dei volumi produttivi se non ci sarà un recupero di produttività «il timore – conclude il sindacalista della Cgil – è che si debba in qualche maniera andare a discutere di questi esuberi. Questo è un settore che negli anni non ha conosciuto crisi, visto l’effetto generazionale di delocalizzazioni e del commercio via internet il settore della logistica a livello di volumi negli anni è cresciuto. Sarebbe singolare se l’unico soggetto italiano controllato da Poste che fa logistica in un momento in cui la logistica cresce venga lasciato morire così. Sarebbe inaccettabile».
