Sgalla al congresso della Cgil di Perugia

« Giovani molto spesso precari, migranti, i più fortunati con un lavoro regolare, cassaintegrati, disoccupati, pensionati ed esodati. Tutti vogliono una cosa sola: lavoro». Un concetto semplice, elementare, quello che potrebbe racchiudere la relazione del segretario generale uscente della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla, con cui si è aperto il IV congresso del maggiore sindacato della provincia di Perugia con 89 mila iscritti. Un congresso che proseguirà giovedì all’hotel Giò e che porterà all’elezione del nuovo segretario.

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Piano del lavoro Sgalla ha parlato a lungo, toccando tutti i punti dell’attualità economico-sociale locale e nazionale, arrivando al punto nodale:  «Servono – ha detto – un Piano del lavoro, un progetto ed una piattaforma rivendicativa. Una ‘Vertenza Umbria’ costruita insieme a Cisl e Uil per far vivere e far partecipare i lavoratori ed i cittadini, un Patto per il Lavoro tra le organizzazioni dei lavoratori e le associazione datoriali, con l’obiettivo di non limitarci alla sola rivendicazione di parte, ma di costruire una proposta comune e condivisa che sia in grado di orientare e supportare le scelte politiche della nostra regione e dei nostri territori, al fine di avviare una risalita dura, ma possibilec».

Tutti vogliono lavoro Il congresso che arriva a conclusione di un percorso fatto di 855 assemblee svolte in altrettanti luoghi di lavoro del territorio provinciale, che hanno coinvolto direttamente quasi 24 mila lavoratrici e lavoratori della Cgil. Assemblee dalle quali sono emerse con chiarezza la preoccupazione e la rabbia di tante donne e uomini, giovani lavoratori, molto spesso precari, migranti, i più fortunati con un lavoro regolare, cassaintegrati, disoccupati, pensionati ed esodati. «Da loro – ha sottolineato Sgalla – da tutti loro è venuta una sola richiesta, forte, netta, senza possibilità di equivoco: vogliamo lavoro».

Numeri della crisi L’Umbria nel periodo 2007-2011 ha perso, in termini di produzione, più di tutte le altre regioni del Centro-Italia con un calo del Pil del 7%. «Un livello – ha sottolineato ancora il segretario della Camera del Lavoro – che ci ha fatto precipitare indietro di 10 anni». Al contempo, il reddito pro-capite medio si è avvicinato molto a quello delle regioni più povere del paese, con la conseguenza logica che sono crollati i consumi delle famiglie (-5,4%) e la spesa (- 8,4%).

Politiche industriali «L’Umbria, ed ancor di più la nostra provincia, hanno bisogno di vere politiche industriali», ha detto ancora Sgalla, ricordando quelle che sono le priorità di azione che la Cgil rivendica da tempo: una tassa patrimoniale, vale a dire «un’imposta in grado di ridistribuire in maniera diversa e più equa quella ricchezza che in questi anni si è concentrata in poche mani», e poi una lotta serrata all’evasione, alla corruzione e all’illegalità in genere. E ancora, una riforma della pubblica amministrazione fatta «valorizzando e non demonizzando i dipendenti pubblici», ma denunciando le storture esistenti, come l’eccessivo dislivello tra le retribuzioni dei dipendenti e quelle di alcuni dirigenti, «oggi oggettivamente insostenibilic».

Sassolini Sgalla non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalle scarpe contro chi osteggia il sindacato. «E’ particolarmente fastidioso, ed in questi anni si è verificato spesso, registrare pregiudiziali ideologiche, le definirei ‘posizioni di rendita’, di una parte importante del nostro tessuto economico ed industriale, che al grido ‘cosa vogliono questi’, si è frapposta tra le nostre richieste e gli interessi generali che la nostra collettività merita. Da parte nostra continueremo a denunciare, costruire e proporre, consci dei nostri limiti, ma riottosi verso coloro che intendono confinarci ai margini della società. La Cgil ha 108 anni, è sopravissuta ai latifondisti del sud, agli industriali e poi super manager del nord e sopravvivrà anche ai nuovi filosofi in cachemire del centro». La stoccata è palesemente rivolta a Brunello Cucinelli e al freno all’ingresso dei sindacati in quell’azienda.

Sconfitta per le pensioni In generale, alla politica, la Cgil di Perugia chiede «investimenti nella scuola e nella formazione, una strenua difesa del diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro, una riforma degli ammortizzatori sociali realmente inclusiva, politiche per la non autosufficienza e per l’infanzia: insomma un progetto di welfare avanzato che può essere un potente antidoto alla crisi». C’è poi la nota dolente («una sconfitta») della riforma previdenziale varata dal ministro Fornero, che «ha determinato il sistema previdenziale più ingiusto ed iniquo di tutto il panorama europeo. La Cgil – ha detto Sgalla – ha l’obbligo di riprendere e rimontare questa partita».

Cultura L’altro grande tema messo sul tavolo dal segretario Cgil nella sua relazione è quello della cultura. La grande opportunità rappresentata dalla candidatura di Perugia a Capitale europea della Cultura può, secondo la Cgil, rappresentare una grande occasione non solo per il rilancio e lo sviluppo della «capitale dell’Umbria», ma anche per far ripartire l’occupazione giovanile, frenare il calo delle iscrizioni all’Università, dare prospettive e sostegno alle nuove generazioni.

Il congresso Il congresso della Camera del Lavoro di Perugia proseguirà nella giornata di giovedì 13 marzo, dalle ore 9, presso l’hotel Giò di Perugia. Il dibattito che si svilupperà nell’intera giornata con decine di interventi di delegate, delegati e ospiti, sarà concluso dal segretario nazionale della Cgil Serena Sorrentino. Al termine dei lavori congressuali sarà eletto il nuovo direttivo provinciale che procederà poi, a sua volta, all’elezione del segretario generale della Camera del Lavoro per i prossimi 4 anni di mandato.

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