di Ivano Porfiri

Calcio e mercato stavolta stanno separati. Non si parla della compravendita dei giocatori, ma di quella di verdure e vestiti nelle bancarelle di Pian di Massiano, incompatibili con lo svolgimento delle partite del Perugia in serie B.

Si gioca il sabato Il problema nasce dal fatto che le partite del campionato di B si disputano il sabato, generalmente di pomeriggio. Un orario, specie quello delle 14.30, che cozza con il mercato, dove usualmente si chiudono i battenti tra le 13.30 e le 14. Una precisa direttiva ministeriale, però, vieta lo svolgimento di attività di questo tipo in prossimità dello stadio a partire da 3 ore dal fischio d’inizio, per diversi motivi: innanzi tutto per l’ordine pubblico, ma anche per questioni legate alla viabilità e per consentire la pianificazione degli accessi scaglionati del pubblico delle due tifoserie ai parcheggi.

Domenica? Le autorità di pubblica sicurezza, in primis la questura, insieme al Comune si sono mosse per tempo per affrontare la questione. Una prima idea avanzata è stata lo spostamento del mercato alla domenica. «In verità il nostro unico obiettivo è trovare una soluzione accettabile per i commercianti, a cui siamo molto vicini, e i cittadini – spiega a Umbria24 l’assessore al Commercio, Cristiana Casaioli – quella della domenica era una possibilità per salvaguardare il mercato più grande dell’Umbria come ce ne sono altre».Agli esercenti, infatti, la domenica non va bene.

Anticipare la chiusura Quella che sembra la via di uscita più probabile è la chiusura anticipata delle bancarelle quando si gioca. «Stiamo lavorando a una soluzione condivisa – sottolinea Casaioli -. I contatti con le altre autorità sono continui e credo che alla fine ci riusciremo. Il primo passo è aspettare la pubblicazione dei calendari, poi in base a quello vedremo gli orari. Se, ad esempio, alcune partite si disputassero alle 18 il problema sarebbe già risolto. Al contrario, se per altri match più delicati come quello con la Ternana ci verrà imposto di liberare l’area prima lo faremo. Ma stiamo anche pensando di compensare le eventuali chiusure anticipate, magari sotto Natale, con 2-3 giorni di mercato attaccati».

Valentino (FI): «Non decida l’assessore» Intanto la politica si schiera in modo bipartisan a favore del mercato. Il consigliere regionale di Forza Italia, Rocco Valentino, afferma che «i due eventi, l’uno strettamente commerciale, l’altro puramente agonistico, potrebbero tranquillamente convivere in simbiosi. Infatti – continua -, dato che il mercato chiude i propri battenti intorno alle ore 14 e l’avvio delle partite di calcio viene previsto comunque non prima delle 14,30, c’è tutto il tempo per far sì che l’uno non sia di ostacolo all’altro, ma anzi, che l’uno sia in soluzione di continuità di complemento e supporto all’altro. E se qualcuno obiettasse che potrebbe emergere un problema di ordine pubblico, non penso sia compito dell’assessore al Commercio del Comune di Perugia entrare nel merito della questione, ma delle Autorità a ciò preposte che, in ogni caso, debbono comunque tener conto degli interessi di tutti».

Fare come Verona La consigliera del Pd Emanuela Mori dice no alla domenica: «Da tifosa del Grifo da sempre – afferma – ritengo doveroso trovare un’intesa per salvaguardare i posti di lavoro di 170 famiglie ed accogliere i tifosi del Perugia che sostengono la nostra squadra con il cuore. Il mercato del sabato di Pian di Massiano è un’istituzione della nostra città, punto di incontro e riferimento di tutta la comunità di Perugia e non solo. Occorre trovare una mediazione d’accordo con la società calcistica, magari seguendo l’esempio di Verona che ha posticipato di un paio d’ore l’inizio delle partite». Posizione condivisa dalla segretaria del Psi di Perugia, Claudia Bastianelli. «La proposta non ha alcun senso – afferma -. Credo sia molto piùrazionale trovare una soluzione condivisa che non metta in difficoltà i commercianti e sia al contempo in grado di garantire la sicurezza necessaria richiesta dal questore».

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