La recente ennesima richiesta di cassa integrazione avanzata dal management Alcantara ha riacceso i riflettori sul futuro produttivo dell’azienda, che ha già mancato di rinnovare ben 69 contratti e ha già sottoposto il personale ad ammortizzatore sociale, il più delle volte facendo smaltire al personale le spettanze pregresse. La Ugl Chimici continua dunque a esprimere preoccupazione per il futuro dello stabilimento di Nera Montoro (Narni).

Chimici «La direzione aziendale – illustra il sindacato – ha motivato la richiesta di ulteriore cassa con la contrazione del mercato globale dell’automotive che si protrae da alcuni mesi ventilando una possibile ripresa a partire dalla seconda metà dell’anno fiscale (settembre – marzo). Abbiamo però sottolineato che, a nostro giudizio, manca la chiarezza sulle prospettive future in merito ai numerosi problemi interni al sito produttivo che nulla hanno a che vedere con lo scenario globale. Secondo noi il calo del mercato è uno specchietto per le allodole, in realtà, a nostro parere, ci sono problemi di natura organizzativa, qualitativa e
gestionale sui quali, per quanto ci riguarda, non si sta facendo abbastanza per giungere ad una soluzione, e sui quali latitano risposte precise».

L’Ugl incalza «Quello che occorre secondo noi è un cambio di passo e di gestione di cui non vediamo traccia, durante il periodo di continua crescita dell’azienda, per quanto ci riguarda, si sono lasciati andare alcuni aspetti fondamentali di politica produttivo -industriale ed ora, in questo periodo di vacche magre, i nodi vengono al pettine. Recuperare redditività e marginalità continuando a tagliare i costi del personale, con la cassa integrazione o non rinnovando i contratti a termine (69 posti di lavoro in meno da ottobre scorso) è la strada più semplice ma secondo noi non offre alcuna garanzia sul lungo periodo, ed inoltre, noi da Alcantara ci aspettiamo qualcosa di più di questa semplicistica ricetta».

Alcantara «C’è poi da sottolineare – concludono – l’arroganza della direzione aziendale a perseguire lo smaltimento obbligatorio da parte dei lavoratori delle spettanze residue dello scorso anno prima di poter accedere all’ammortizzatore sociale, posizione inamovibile anche dopo ore di trattativa, se c’è una parte di lavoratori con spettanze alte, non è questo il modo per portarli alla riduzione, andrebbe prima analizzato il motivo di tale accumulo e poi andrebbe fatto un piano ad personam non colpire indistintamente tutti».

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