di C.F.
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Sono attese per oggi sul tavolo dei commissari straordinari della Banca Popolare di Spoleto le offerte per l’acquisto di palazzo Pianciani, con sui si chiuderà il cerchio intorno alla fase di due diligence avviata nei mesi scorsi
Oggi le offerte Piani industriali e prospettive per il futuro dell’istituto di credito umbro dovrebbero essere presentate da Banco Desio e della Brianza e da Clitmnus, il veicolo societario che raccoglie alcune Fondazioni e imprenditori umbri e soggetti laziali.
Passo indietro dalla Popolare di Vicenza Due offerte, dunque, considerando che la Popolare di Vicenza, che con i propri analisti ha per settimane passato al setaccio i documenti Bps, ha compiuto un passo indietro, rinunciando a partecipare alla partita per il controllo della banca umbra.
Banco Desio, invece, ha confermato di voler tentare la scalata di palazzo Pianciani a patto che, questo quanto trapelato, Consob non dia il via libera per un’offerta pubblica obbligatoria sulle azioni di Bps. L’istituto di credito lombardo, peraltro, non ricorrerà all’aumento di capitale disponendo delle risorse finanziarie necessarie per affrontare l’operazione. Non sono state invece scoperte le carte intorno al nodo della Spoleto Credito e Servizi, la società cooperativa che attualmente detiene il 51% di Bps, e sulle prospettive che Banco Desio intende offrire ai 18 mila soci.
Sul fronte Clitmnus ci sarebbe una certa disponibilità nei confronti di Scs che, mantenendo una quota di partecipazione di minoranza, potrebbe anche ottenere un consigliere nel board, obiettivo che da mesi rincorre il comitato dei soci. La cordata di imprenditori e Fondazioni avrebbe anche trovato l’accordo con Monte dei Paschi, che detiene circa il 25% delle azioni Bps e che sarebbe pronta a rinunciare alla cessione del pacchetto a Scs, annunciato nel luglio 2012 con la disdetta dei patti parasociali.
