Palmiro Giovagnola

di Iv. Por.

Gli elenchi delle società partecipate umbre non vanno bene. Sono diverse le proteste che si sollevano dall’Umbria nei confronti dell’ufficio di Carlo Cottarelli, commissario alla spending review dopo la pubblicazione degli elenchi da parte di Umbria24. Le perplessità maggiori sorgono in merito all’elenco delle società di cui si dice non sia disponibile il bilancio. Tra queste, ad esempio, c’è la finanziaria regionale Gepafin, i cui bilanci sono pubblicati nel sito e lì accessibili a chiunque.

Ati 2 La prima a ribellarsi è Angela Maria Moriconi, direttore dell’Ati n.2, appunto inserita tra le partecipate il cui bilancio non risulta disponibile. «L’Assemblea dei sindaci dell’Ati n.2 – spiega – ha sempre provveduto, nei termini prescritti, ad approvare e pubblicare i propri bilanci preventivi e consuntivi; i rendiconti di tutti gli esercizi finanziari hanno fatto emergere sempre avanzi di amministrazione. Ad esempio il rendiconto 2013 è stato chiuso con un avanzo di € 1.959.799,67; i bilanci più recenti (preventivi e consuntivi) sono inseriti nella sezione “amministrazione trasparente” del sito istituzionale dell’Ati n.2, così come normativamente previsto dal D. Lgs. 33/2013, cosiddetto “Decreto Trasparenza”; nessuna richiesta di dati è stata mai avanzata nei confronti dell’A.t.i. n. 2 dai competenti uffici del ministero dell’Economia».

Crediumbria Piuttosto sorpresi di essere finiti nel medesimo elenco anche i vertici di Crediumbria. «La nostra – spiega il presidente Palmiro Giovagnola – è una banca di credito cooperativo con soci privati che nulla ha a che vedere con una società partecipata. Mi sorprende che temi così delicati vengano affrontati in modo tanto superficiale. Fra l’altro, chi vuole vedere i nostri bilanci può andare tranquillamente sul nostro sito internet. Non mi pare questo che si vede l’approccio più serio per procurare risparmi allo Stato».

Leonelli: «Serve riorganizzazione» Ma c’è chi va oltre qualche possibile errore, spingedosi a valutare l’operazione tout court, come il segretario del Pd dell’Umbria, Giacomo Leonelli. «Il report di Cottarelli e il panorama delle società partecipate dell’Umbria – sostiene – ci impone di procedere a vele spiegate sul riordino e semplificazione delle stesse. Già a fine luglio – aggiunge Leonelli – ho avuto modo di sottolineare come fosse insostenibile politicamente il fatto che le nostre società partecipate risultino essere in Italia tra le più costose e più corpose in numero di dipendenti, a fronte di cittadini umbri che non hanno la percezione di particolari efficienze dai servizi erogati. La nostra credibilità come forza di governo passa dal riordino e riequilibrio di tali organizzazioni. Per questo – conclude Leonelli – il 29 settembre, alla presenza del sottosegretario alla Pubblica Amministrazione e semplificazione, Angelo Rughetti, promuoveremo un incontro seminariale teso a ridisegnare un percorso coraggioso di sostenibilità economica e riorganizzazione delle partecipate».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.