di Chiara Fabrizi
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Opere pie riunite, all’asta quasi 500 ettari di terreni, fabbricati, bestiame e macchinari agricoli. È una maxi-gara che si aggira tra i 5.5 milioni di euro quella indetta ormai un mese fa dall’Ente di via Campo di Marte che tra un paio di settimane si prepara ad aprire le eventuali offerte economiche relative alla lotto unico messo sul piatto in virtù della decisione di «cessare l’attività agricola (e zootenica, ndr), dismettendo il capitale agrario e parte di quello fondiario». All’origine dell’evidenza pubblica, non è un mistero, «ragioni economiche e finanziarie».
15 anni di affitto per 463 ettari a Ospedalicchio La formula scelta, almeno per gran parte degli appezzamenti, non è quella della vendita, bensì quella dell’affitto quindicennale pendente nello specifico su 463 ettari di terreno. Appezzamenti che si allungano nei territori dei comuni di Deruta (122), Torgiano (164) e Perugia (175), comprendendo anche la stalla di Bufaloro e il centro zootecnico di Pontenuovo sui quali occorrono, rispettivamente, bonifiche e interventi di messa a norma e sicurezza. In affitto anche 2.500.000 di chilogrammi di quote latte, praticamente più di un terzo di quelle di cui si dispone, e 404 titoli all’aiuto per un valore di 325 mila euro. Per il pacchetto l’Ente ha fissato la base d’asta a 250 mila euro annui, per 15 anni il prezzo di partenza è pari a 3.75 milioni di euro.
Un milione per 30 ettari Il consiglio di amministrazione (cda) guidato dal professor Angelo Frascarelli ha invece optato per la vendita di due diversi e alternativi corpi di terreno di estensione compresa fra i 30 e i 37 ettari, su cui gli interessati sono chiamati a fare una scelta, o l’una o l’altra. Qui i prezzi sono stabili, ergo non c’è asta. I primi terreni, poco più di 30 ettari, sono in località Ospedaliccchio anche se suddivisi non contiguamente nei territori di tre distinti Comuni Perugia (9), Bastia (5.6) e Torgiano (16.2) e secondo la perizia allegata hanno un valore complessivo di poco superiore al milione di euro.
1.1 mln per i vigneti di Montefalco Il corpo alternativo a quello di Ospedalicchio si trova ad Alzatura (Montefalco) ha un’estensione di 37 ettari, di cui 30 già impiantati a vigneto tra il 2007 e il 2010, comprende un fabbricato rurale di due piani che sorge sulla sommità della collina «in posizione panoramica» e, come precisa la stessa relazione tecnica, «si presta ottimamente sia ad abitazione che a cantina», considerando le norme nelle proprietà di Alzatura si potrebbe edificare una cantina di circa 3 mila metri quadrati. Per i terreni a «vocazione viticola» le Opere pie chiedono 1.1 milioni.
Bovini, macchinari e finanziamenti a fondo perduto Nel maxi-lotto è inserita anche la vendita di bovini, 339 capi di bestiame gran parte dei quali da latte con un valore stimato di poco superiore ai 300 mila euro, ma venduti a 255 mila. Pronti anche alla cessione dei macchinari agricoli, circa 432 mila euro, più sementi (5mila euro) e foraggi non stimati. Qui l’Ente specifica di essere disposto a lasciare il finanziamento a fondo perduto in conto impianti di poco superiore ai 3 milioni, metà dei quali anticipati, ottenuto con il Psr 2007-13 nell’ambito del progetto Filiera latte.
Occupazione e prelazione L’avviso impegna l’investitore all’assunzione di 12 operai e un impiegato, di cui 10 a tempo indeterminato, oltre alla sottoscrizione del relativo accordo sindacale. I nodi intorno alla maxi-asta sono diversi, a cominciare dai contratti di locazione stipulati dalle Opere pie con aziende agricole su terreni ora in affitto o vendita e tuttora pendenti. Nei documenti di gara si disciplina la prelazione di terzi su patrimonio fondiario che, nel caso venisse esercitata, andrebbe stornata dal valore stimato e richiesto per gli appezzamenti.
Operatori di settore in fermento Chi procederà alla formulazione dell’offerta lo si saprà solo il 29 agosto quando in via Campo di Marte si apriranno le eventuali buste. Ma nell’avviso è scritto a chiare lettere che l’Ente procederà all’aggiudicazione anche in presenza di un sola offerta valida. Gli operatori di settore sono già in fermento.
