L'assemblea dei lavoratori Novelli al Garden

di M.C. e C.F.

L’assenza di un piano industriale definito da parte dei nuovi proprietari e il nodo stipendi, per cui i dipendenti aspettano ancora la mensilità di gennaio. Questi i principali argomenti sul tavolo martedì pomeriggio quando all’Hotel Garden di Terni è andata in scena l’assemblea sindacale di tutti i lavoratori dei siti umbri dei marchi del Gruppo Novelli ceduti il 22 dicembre scorso al ministero dello Sviluppo economico e con un’operazione forzata alla Alimentitaliani della famiglia Greco.

Fai-Cisl: «Qui non siamo nel far west» Un centinaio i lavoratori di Spoleto, Terni e Amelia che hanno partecipato all’appuntamento tuttora in corso convocata dalla segreterie nazionali della triplice sindacale. Umbria24 ha intercettato Attilio Cornelli, segretario nazionale Flai-Cisl: «Questa sera ci confrontiamo coi lavoratori di alcune realtà dell’Umbria intorno ai primi orientamenti del piano industriale, che riteniamo insufficienti e non definiti nei tempi e nella qualità dell’investimento. Ci sono state comunicate volontà che così come sono giudichiamo inaccettabili, ma forti anche di un invito del Mise, abbiamo ritenuti di ritrovarci come coordinamento sindacale, quindi con siti produttivi di fuori regione, il prossimo 6 marzo a margine di una serie di approfondimenti tecnici in corso. In sede di coordinamento valuteremo se il piano è gestibile, tuttavia in queste condizioni non vediamo spazi per convenire su un’operazione che chiede sacrifici esagerati. I posti di lavoro sono importanti, sono cari anche a noi ma ci sono delle condizioni minimali da rispettare, perché qui non siamo nel far west». All’incontro anche i coordinatori nazionali di Flai-Cgil, Uila-Uil, alle prese con uno stato di agitazione ancora aperto, lo spettro di una mannaia da 5,7 milioni di euro e l’ipotesi di un concordato spuntato nella giornata di giovedì: «Occorre fare chiarezza – tuonano le organizzazioni sindacali di categoria – sulla discussione iniziata al Mise lo scorso 21 febbraio, la preoccupazione è ormai altissima (anche per questioni prettamente societarie ndr)».

I punti da analizzare Oltre al piano industriale, dunque, sono diverse le questioni ancora irrisolte dopo la cessione degli asset del Gruppo Novelli senza l’ok dei soci di maggioranza (Enzo, Ferdinando ed eredi Luigi Novelli). Anche se le linee guida della nuova proprietà spaventano più dell’incertezza: «Dopo aver appreso dalla nuova proprietà che il rilancio dell’azienda passa esclusivamente per il taglio dei salari, dei diritti e della dignità dei lavoratori confermiamo che tali proposte debbono tornare al mittente, nella attuale gestione si respira un clima pesante e si registra un ingiustificato comportamento nei confronti dei dipendenti stessi, che responsabilmente in tutti questi anni di crisi hanno garantito la continuità aziendale, sulla base della quale è avvenuta l’operazione di acquisizione della nuova proprietà. Reputiamo inoltre ingiustificate e incomprensibili – proseguono – l’operatività e la gestione attuale dell’organizzazione del lavoro che sta avvenendo negli uffici amministrativi e nei siti produttivi. Nelle prossime ore – confermano – sarà consegnata probabilmente domanda di concordato della quale non si conoscono i contenuti, mentre i dipendenti aspettano ancora lo stipendio di gennaio. L’assemblea del 28 febbraio prossimo – garantiscono – servirà per fare il punto della situazione e valutare insieme a tutti i dipendenti eventuali iniziative essendo aperto e confermato lo stato di agitazione».

Paparelli E sulla vicenda è intervenuto il vicepresidente Paparelli: «Le notizie delle ultime ore sulla vicenda dell’ex gruppo Novelli, oggi Alimenti italiani srl, accrescono la preoccupazione sulle prospettive aziendali, perciò la Regione Umbria, anche accogliendo le crescenti segnalazioni di difficoltà che provengono dal territorio e dalle organizzazioni sindacali chiederà al Mise di anticipare il Tavolo ministeriale già convocato sulla vicenda per il prossimo 6 marzo».

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