di Chia.Fa.

Tagli per 5,7 milioni sul costo del lavoro, ma si allontana lo spettro dell’esternalizzazione del settore amministrativo e quindi degli impiegati.

Novelli, nuova proprietà annuncia tagli per 5,7 milioni Queste le due novità che emergono dall’ultimo confronto al ministero dello Sviluppo economico (Mise) tra i vertici della Alimentitaliani srl, a cui lo scorso 22 dicembre con un’operazione forzata sono stati ceduti gli asset del Gruppo Novelli, e le organizzazioni sindacali dei circa 500 lavoratori dell’industria che produce pane e uova con stabilimenti a Spoleto, Terni e Amelia, ma anche nel Lazio e in Lombardia. Un pomeriggio ad alta tensione segnato dalla sospensione del confronto allargato e da tavoli di trattativa ristretti alle segreterie nazionali. Tuttavia il piano industriale resta in versione ridotta, ossia una bozza leggermente più accurata di quella presentata all’ultimo incontro al Mise, ma nel merito dei numeri si dovrebbe entrare la prossima settimana quando sempre a Roma è fissato un nuovo summit tecnico, quando i sindacati attendono un documento più accurato. In particolare qui è emerso che la nuova proprietà prevede di comprimere i costi del lavoro di 5,7 milioni a fronte di una voce che complessivamente sfiora i 15 milioni di euro. Una sforbiciata netta che galleggia intorno al 40 per cento e che al momento non è chiaro come verrà distribuita.

Riorganizzazione contrattuale I sindacati al termine del confronto hanno detto che «la nuova proprietà ha accolto le richieste di fornire maggiori dettagli sulle operazioni di riduzione del costo del lavoro e di sgombrare in primo luogo il campo dall’ipotesi della esternalizzazione del comparto impiegatizio, ventilata nello scorso incontro». Quindi occorrerà discutere non soltanto delle modalità con cui verrà calata la mannaia, ma pure della cifra stessa su cui logicamente si conta di trattare al ribasso. Tuttavia l’unica ipotesi al vaglio è «l’ennesima riorganizzazione contrattuale col transito del personale amministrativo e impiegatizio verso altri contratti». Nel merito si entrerà il primo marzo con la trattativa che potrebbe rivelarsi lunga e complicata, per poi tornare a fare il punto con le parti anche istituzionali il prossimo 6 marzo. L’altra grande partita che sta giocando la famiglia Greco, proprietaria della Alimentitaliani, è relativa alla ristrutturazione del debito al centro di trattative separate coi vari creditori ai quali si stanno proponendo accordi che da più parti vengono definiti durissimi.

@chilodice