di Chiara Fabrizi
Annunciati 68 esuberi. Summit ad alta tensione al ministero dello Sviluppo economico dove è tornata la vertenza della Alimentitaliani della famiglia Greco, che con una cessione forzata ha acquisito gli asset del Gruppo Novelli in parte poi trasferiti alla società Poderi Greco, mossa che ha creato ulteriore preoccupazione.
Annunciati 68 esuberi senza piano industriale Al centro del tavolo i tagli al costo del personale che la nuova proprietà calabrese si è resa disponibile a comprimere dagli iniziali 5,7 milioni a 4,7 milioni da realizzare anche attraverso l’esubero di 68 impiegati e con colpi di mannaia mirati su alcuni stabilimenti, come quello di Spoleto dove si conterebbe comunque di risparmiare almeno 700 mila euro sulle spalle degli operai. Condizioni che le organizzazioni sindacali hanno bocciato, respingendo prioritariamente lo scenario degli esuberi. E anche intorno al taglio di 4,7 milioni sul costo del lavoro (che complessivamente pesa 14 milioni) non c’è la disponibilità dei sindacati a trovare l’accordo di cui si potrà discutere se i Greco saranno disposti a scendere almeno sotto ai 3 milioni di euro, fermo restando che anche per un’operazione di riorganizzazione molto dolorosa serve un piano industriale che a tre mesi dalla cessione forzata avallata dal Mise ancora non c’è e che i sindacati sono tornati a chiedere.
Mannaia sugli impiegati Contestualmente ai 68 esuberi tra gli impiegati (a fronte dei 125 in organico quasi tutti di stanza nella sede di Terni, dove da giorni si respira un clima terribile con alcuni dirigenti che hanno già lasciato l’azienda) ha rifatto capolino al tavolo l’ipotesi di esternalizzazione del comparto amministrativo con la nuova proprietà che, senza tanti giri di parole, avrebbe anche ipotizzato il licenziamento e la messa in mobilità di tutti gli impiegati, 68 dei quali resterebbero senza posto mentre gli altri diventerebbero dipendenti di un’altra società a costi più contenuti vista la mobilità. Scenari che preoccupano fortemente al pari del calo della produzione registrato a Spoleto, passata da un milione di uova a 300 mila con gli avventizi rinnovati fino a fine aprile che lavorano due giorni alla settimana con diverse commesse legate alla grande distribuzione che sarebbero saltate. Sullo sfondo resta sempre il fallimento.
@chilodice
