Gli operai in consiglio comunale a Spoleto

di Chiara Fabrizi

Istanza di concordato preventivo anche per il gruppo Novelli. È un’accelerazione drammatica quella registrata negli ultimi giorno intorno al gigante agroalimentare dell’Umbria, con cinque siti produttivi tra Spoleto (uova), Amelia (uova e pane) e Terni (mangimificio), circa 720 addetti, di cui almeno la metà donne, e un fatturato che si aggira sui 100 milioni.

Galline senza cibo Ma non sono solo i numeri a rendere tragica la crisi finanziaria del gruppo Novelli. A pesare sulla gestione dell’emergenza sono soprattutto i due milioni di galline allevate nello stabilimento di San Martino in Trignano (Spoleto). «Sono in stretto contatto con la Prefettura – ha spiegato il sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti, al centinaio di operai che sabato mattina hanno affollato spontaneamente la sala consiliare – e stiamo monitorando scrupolosamente la questione, se entro martedì, come ci è stato garantito, non sarà consegnato il mangime sarò costretto a prendere dei provvedimenti di natura sanitaria». Il campanello d’allarme tra le istituzioni è suonato.

Allevamento decisivo Anche perché dalle sorti dell’allevamento dipende anche il futuro del Gruppo. «Il tempo è il nostro nemico numero uno – ha spiegato Loreto Fioretti della Cisl al sindaco Benedetti e all’assessore Paolo Proietti – se perdiamo le galline e salta l’allevamento è la fine, serve agire in fretta». Spazi per tergiversare non ce ne sono. «Alla proprietà – è stato l’appello di Augusto Paolucci della Cgil – chiediamo non esitare, di uscire allo scoperto,».

720 in bilico Al primo cittadino i sindacati hanno poi ricordato: «I 720 addetti sono legati a contratti agricoli e quindi non possono accedere agli ammortizzatori sociali previsti per le altre categoria e si tenga bene a mente negli stabilimenti Novelli c’è una rilevante occupazione femminile di cui è evidente il valore». Solo nell’allevamento di San Martino in Trignano si parla di oltre 150 lavoratrici. «Il prezzo delle uova – ha messo in chiaro Fioretti – è aumentato, il prodotto ha mercato e le commesse all’azienda non mancano, abbiamo immediatamente bisogno di uno sforzo»

Giorni cruciali L’emergenza, insomma, è a 360 gradi, e si spera in un esito positivo della girandola di tavoli attesi nei prossimi giorni. Lunedì, infatti, la proprietà incontrerà a Roma i rappresentanti sindacali, martedì sarà il turno della Regione e mercoledì del Ministero. C’è da attendere.

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