«Abbiamo monitorato 90 aziende iscritte a Federmeccanica, Confapi, Confartigianato o seguite da Consulenti o altre Associazioni per un totale di quasi 4 mila dipendenti; di questi 1692 sono stati coinvolti almeno dalla cassa integrazione, 107 sono stati i licenziamenti reali, cioè senza protezione con eventuali accordi sulla mobilità incentivata. Insomma non c’è solo Ast. Questa la sintesi di Fim Cisl Terni che teme una brutta annata lavorativa anche per il 2016: «L’anno nuovo – scrivono dal sindacato dei metalmeccanici – è cominciato nel segno di quello vecchio».
Lavoro a Terni, le questioni sul tavolo In evidenza le recenti situazioni: «È stato richiesto – scrive Fim Cisl – il licenziamento collettivo e la collocazione in mobilità per 29 unità lavorative su 36 della Car One, società nata nel 2014 dalla scissione della Imec per attività di trasporto e gestione degli autoveicoli e per attività di cantiere. Sono stati annunciati 13 esuberi per sovraccapacità alla Vipal di Ferentillo e le organizzazioni sindacali sono impegnate per ridurre l’impatto sociale, soprattutto in un territorio come quello della Valnerina. È stata firmata la cassa integrazione a Faurecia – proseguono – a seguito della decisione di FCA di posticipare il lancio di alcuni modelli ed è stata richiesta cassa integrazione alla Adamantis.
Sistema Appalti Continua poi a preoccupare l’indotto delle grandi aziende: «Altra questione sul tavolo – denunciano da Fim Cisl – è il fenomeno sempre più diffuso, che ormai non interessa più solamente l’indotto di Ast, di accettare appalti per lavorazioni e servizi a tariffe ai limiti della legalità le cui conseguenze finiscono con l’essere scaricate sui lavoratori e sempre più spesso sulla qualità della prestazione.
Industry 4.0 «Il 2016 – il sindacato lancia la sfida – deve essere per il comprensorio ternano l’anno di Industry 4.0, la rivoluzione tecnologica in grado di cambiare l’aspetto a tutto il mondo della produzione. La condizione è che accanto alle idee, ci sia una nuova classe imprenditoriale in grado di attrarre gli investimenti seguendo appunto il solco dell’innovazione. Chi ha seguito questo percorso, in modo particolare le aziende che operano nel Cluster aeronautico-spaziale, è uscito dalla crisi rafforzandosi e internazionalizzandosi. Come Segreteria Fim Cisl di Terni siamo consapevoli che una digitalizzazione spinta, con il reciproco influenzarsi delle macchine intelligenti, come scrive Massimo Mascini curatore dell’Annuario del lavoro 2015, possano mutare il paradigma del sistema industriale, facendo cambiare il lavoratore e naturalmente il sindacato dal quale il lavoratore si farebbe rappresentare. Noi vogliamo essere pronti a questa sfida».
Green job e formazione professionale Dal sindacato la volontà di una spinta all’innovazione, qualcosa che possa creare futuro per le giovani generazioni: «È arrivato il momento di passare, attraverso l’analisi del fabbisogno territoriale, a una fase attiva delle politiche del lavoro per coloro che si apprestano ad entrare nel mondo dell’occupazione e per quelle che debbono riqualificarsi per restarci. Su questo versante diventa centrale il ruolo della formazione professionale che può essere rivolta verso la creazione di nuove figure, come quelle di tecnici e artigiani digitali o quella indicata dal green job con iniziative utili a promuovere sla tutela dell’ambiente, l’energia alternativa e la ricerca.
Politica «Su questo fronte – scrive ancora il sindacato Fim Cisl di Terni – la Regione dovrebbe agire sia attraverso la programmazione comunitaria 2014-2020 che con le risorse nazionali e aggiuntive, accompagnando le imprese del comprensorio ternano, narnese-amerino e orvietano a investire prima di tutto in innovazione, ricerca e internazionalizzazione. Sarebbe inoltre opportuno – concludono – in una fase in cui il traguardo della pensione si allontana sempre di più, tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori anche attraverso iniziative specifiche come l’indagine epidemiologica in grado di prevenire, ed eventualmente correggere, tutte quelle patologie connesse all’attività lavorativa. Il lavoro è quantità, è qualità, ma soprattutto dignità».
