di M. To.
I lavoratori della Sgl Carbon di Narni e i sindacati fanno appello alla politica. Dopo le pessime notizie ricevute nel corso del vertice che si è svolto nei giorni scorsi e che fa temere la volontà, da parte della multinazionale che controlla il sito, della sua chiusura, hanno chiesto l’intervento dei parlamentari eletti in Umbria.
L’incontro Alle 15,30 di sabato, una delegazione di parlamentari e di rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche locali, varcherà i cancelli dello stabilimento narnese per partecipare ad un’assemblea con i lavoratori dell’unico stabilimento italiano che produce elettrodi di grafite per i forni elettrici delle acciaierie italiane come la Tk-Ast e di quelle europee (in Francia, Germania, Belgio e Spagna) del gruppo Riva.
I pericoli Unico stabilimento italiano, però, che rischia la chiusura per le scelte della multinazionale, che provocherebbero – oltre ad una drammatica crisi occupazionale ed economica locale – gravi ripercussioni a livello nazionale, come costi maggiori a qualità inferiore per le aziende utilizzatrici. Motivo per cui, a giudizio dei sindacati: «Il tema deve trovare posto nell’agenda del parlamento e del governo,nella sua massima espressione».
La vertenza La battaglia in difesa della loro fabbrica, i 110 lavoratori della Sgl Carbon la combattono da mesi, con le armi a loro disposizione, ma adesso chiedono che il livello del confronto si alzi, anche alla luce della presa di posizione del ministro Flavio Zanonato, che a fine novembre aveva inviato una lettera ai vertici della multinazionale.
UNA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI
Il sindaco Soddisfatto e «pronto a fare tutto quello che è necessario», il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti: «Quello di sabato – dice – sarà un passo importante, l’ennesimo, in un percorso che abbiamo capito essere molto accidentato, ma che siamo intenzionati a fare fino in fondo». Il confronto con i parlamentari, dice il sindaco «potrebbe rilevarsi decisivo, perché il loro apporto ci permetterà di aprire un canale, diretto e continuo, con il governo nazionale, al quale chiediamo una decisa presa di posizione sulla vicenda».
