di Marco Torricelli
Quattro ore di sciopero, giovedì. Per cominciare. La prima risposta dei lavoratori della Sgl Carbon di Narni, alle richieste di dimezzamento delle produzioni, avanzate dalla proprietà, sarà questa. A deciderlo è stata l’assemblea che si è svolta nella tarda mattinata di mercoledì.
In Comune A mezzogiorno, sempre di giovedì, i lavoratori saranno ricevuti dal sindaco, Francesco De Rebotti che, già nella giornata di martedì e insieme all’assessore allo sviluppo economico, Marco De Arcangelis si era incontrato con i rappresentanti sindacali. Nel corso di quell’incontro, «come poi nell’assemblea in fabbrica – si commenta al sindacato – è emersa con chiarezza la volontà di non concedere spazi di manovra a tentativi, che l’azienda sembra voler mettere in atto, di stravolgimento di accordi già da tempo raggiunti».
Il Sindaco Francesco De Rebotti ha confermato di aver inviato «una richiesta di incontro ai massimi livelli del gruppo già dal 18 di settembre, per esprimere rammarico riguardo ad alcune notizie circolate, riferite alla presenza di alcuni non meglio definiti progetti insistenti nell’area aziendale». Progetti che, «per sommaria conoscenza, non sembrerebbero essere inseriti coerentemente con il percorso avviato dal comune e condiviso con il management aziendale locale».
L’assessore Marco De Arcangelis ha invece ribadito che «le iniziative concordate con l’azienda puntano decisamente a realizzare il duplice obbiettivo dell’abbattimento del Co2 e del costo energetico per la fabbrica, al fine di aumentarne la competitività e il consolidamento nel futuro della stessa», mentre la sortita aziendale «oltre a mettere in discussione il futuro della fabbrica stessa, appaiono incoerenti con gli affidamenti sin qui concordati da tutti i soggetti coinvolti nella procedura».
La richiesta L’amministrazione e le organizzazioni sindacali, «ritengono assolutamente necessario e non rinviabile un urgentissimo incontro in cui l’azienda fornisca tutti i chiarimenti atti a fugare ogni dubbio sul futuro produttivo della fabbrica, precisando fin d’ora che ogni altra prospettiva sarà al di fuori dei programmi amministrativi del comune, e sicuramente osteggiata dalle organizzazioni sindacali».
I sindacati nazionali Stessa richiesta sarà inviata, «a stretto giro, anche dalle segreterie nazionali dei sindacati di categoria, perché si vogliono verificare, attraverso un confronto con i vertici nazionali del gruppo, quali siano le strategie di medio e lungo periodo». Soprattutto alla luce del paventato spostamento di alcune ‘commesse’ dall’Italia – e da Narni in particolare – verso stabilimenti operanti in Spagna e Germania.
