Nardi conferma il piano di ristrutturazione e, quindi, di attivare la procedura di licenziamento riducendo l’organico ad appena 42 addetti (fra l’altro dopo mediazione sindacale visto che si era partiti 36). E così, vista la scadenza degli ammortizzatori sociali a febbraio prossimo, per 48 persone si avvicina lo spettro di restare senza lavoro. Ecco allora che i sindaci dell’Altotevere prendono carta e penna e scrivono al ministro Di Maio, sperando in un intervento simile a quello operato per la Tagina di Gualdo: una proroga della cassa integrazione straordinaria.
La situazione Dopo l’incontro di giovedì tra direzione aziendale e le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e la Rsu, la Nardi ha reso noto che il 25 settembre è stata depositata la sentenza del tribunale fallimentare di Perugia che ammette a concordato preventivo con nomina dei commissari Simone Mariotti e Valerio Montagnino. Il 3 ottobre prossimo, in Regione, ci sarà la firma per la voltura che consentirà ai lavoratori di percepire comunque la cassa integrazione straordinaria fino al 7 febbraio 2019. L’azienda ha anche preso l’impegno, se ci saranno le condizioni per l’ottenimento di altri 12 mesi di Cigs, di sospendere i licenziamenti per tutto il periodo. In questo modo, qualora arrivassero nuove commesse, si potrebbe riaprire un confronto sulle dimensioni degli organici. Sempre il 3 ottobre, ci sarà un nuovo incontro in Confindustria a Perugia tra azienda e sindacati.
Appello dei sindaci Alla luce di questo, i sindaci di Città di Castello, Luciano Bacchetta e San Giustino, Paolo Fratini, scrivono una lettera a firma congiunta al vicepremier Luigi Di Maio, per chiedere «la proroga di altri 12 mesi della Cigs (Cassa Integrazione Straordinaria) a decorrere dall’8 febbraio 2019, per l’azienda Nardi Spa interessata da tempo da una vertenza giunta alla fase decisiva con l’annuncio da parte della nuova proprietà di pesanti tagli al personale con 48 esuberi sullo sfondo». Una situazione che i sindaci Bacchetta e Fratini giudicano «preoccupante per il futuro della storica azienda metalmeccanica ed in particolare per i dipendenti interessati dalla paventata ristrutturazione della pianta organica e per le loro famiglie». Nel ribadire la propria vicinanza ai dipendenti e ai sindacati per la «sinergia e compatezza con cui stanno portando avanti questa vertenza», Bacchetta e Fratini, evidenziano altresì, «la positiva notizia, comunicata dai sindacati, dell’ammissione a concordato preventivo per far proseguire il trattamento attuale almeno fino alla data di scadenza prevista della Cigs per il 7 febbraio 2019, peraltro senza particolari osservazioni. Confidiamo – concludono – nell’attenzione e valutazione positiva del vicepremier Di Maio, del governo, per questa richiesta di proroga di Cassa integrazione all’azienda Nardi, che, al pari di altri territori e aziende della nostra regione, tiene con il fiato sospeso e incertezza diverse famiglie di Città di Castello, San Giustino e dell’intero Altotevere umbro».
Verini: «Ascoltare il territorio» Sul caso interviene anche il deputato umbro del Pd Walter Verini. «Le richieste avanzate da lavoratori e sindacati, e sostenute dai sindaci di Città di Castello e San Giustino con una lettera indirizzata oggi al Ministro Di Maio, sono assolutamente da raccogliere – afferma -. Come parlamentari Pd chiediamo al Ministero di accogliere queste richieste, così come si è riusciti ad ottenere per altre aziende umbre, attraverso la proroga di un anno della Cassa integrazione speciale per quei lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Nel contempo chiediamo all’azienda di mettere in campo una strategia di tesa a riconquistare quote di mercato e incrementare la produzione così da assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali».
