di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna
Allarme pensionamenti nei due siti umbri della Difesa dove, nell’arco di due e tre anni, usciranno complessivamente 160 unità che dovranno essere rimpiazzate se si intende difendere occupazione e presidi militari. E questa sembra la direzione dal ministro Elisabetta Trenta, venerdì in visita al Polo di mantenimento di armi leggere di Terni e allo Stabilimeto di munizionamento terrestre di Baiano di Spoleto: «Abbiamo pronto un nuovo piano di assunzioni, che potrebbe essere inserito nella prossima finanziaria». Il ministro ha anche visitato la caserma Garibaldi di Spoleto, dove è di stanza il Secondo battaglione “Cengio” dei Granatieri di Sardegna, e la caserma Gonzaga di Foligno, che è invece sede del Centro nazionale di selezione e reclutamento.
Al Polo di Terni Ad attendere il ministro a Terni c’erano il direttore del Polo, colonnello Giuseppe Dei Bardi e il generale Francesco Paolo Figliuolo, del Comando logistico dell’esercito. Il ministro Trenta, incontrando anche il personale del Polo di mantenimento armi leggere, ha sottolineato «l’eccellente lavoro svolto all’interno di questa importante struttura della Difesa». E ancora: «Sappiamo bene – ha spiegato – che il Polo ha un grande valore strategico per le complesse attività che vengono svolte. Oggi il Polo si inserisce a pieno titolo nel panorama logistico-produttivo relativo all’armamento leggero, confrontandosi con le più importanti realtà produttive italiane e straniere». Nel frattempo i rappresentanti dei lavoratori, tramite una nota delle Rsu, di Cgil, Cisl e Uil, pongono l’attenzione sulla «carenza dei dipendenti civili rispetto alla pianta organica, che a fronte dei 384 previsti, oggi sono circa 280 persone, ma si ridurranno ancora nel prossimo triennio, a causa dei pensionamenti, fino a soli 182, causando l’irrimediabile dispersione del prezioso know-how acquisito, soprattutto nel settore tecnico, e il conseguente drastico calo delle prestazioni e della possibilità di raggiungimento degli obiettivi istituzionali».
Realtà produttiva «Il Polo – ha detto ancora il ministro – rappresenta anche una realtà produttiva fra le più importanti per l’economia della regione, esprimendo professionalità tecniche di altissimo livello. In questi anni l’attenzione del Governo è stata rivolta alla questione del personale civile necessario per mantenere la funzionalità di questo impianto, in un contesto in cui le carenze di organico riguardano tutti gli stabilimenti e i poli presenti sul territorio nazionale, in alcuni casi anche in misura più preoccupante rispetto a questa struttura». Per quanto riguarda il capitolo assunzioni, il ministro Trenta ha ricordato che «sono state gia’ date importanti risposte che hanno portato all’assunzione di nuovo personale: siamo particolarmente attenti a queste esigenza e abbiamo la volonta’ di affrontare con concretezza questa situazione, seppur in un quadro di vincoli stringenti che riguardano l’insieme della pubblica amministrazione».
L’intervento Pd «Durante l’importante visita al Pmal – scrive in una nota Francesco Filipponi, capogruppo del Pd in Comune – il ministro ha riconosciuto formalmente ed onestamente un importante lavoro svolto, a cui ora però occorre necessariamente dar seguito. E’ fondamentale quindi che si proceda nell’indirizzo proposto rispetto ad un nuovo piano assunzionale, dopo un confronto con il Ministero della funzione pubblica. Il concorso in corso di svolgimento per profili tecnici e l’uso di precedenti graduatorie sono punti importanti a cui si e’ lavorato molto, ma non sufficienti da soli a far fronte ai pensionamenti».
Trenta a Spoleto Il ministro intorno alle 10.30 ha poi incontrato i militari di stanza a Spoleto nella caserma Garibaldi, dove ad attenderla c’era il comandante del Secondo battaglione Cengio, il tenente colonnello De Rosa, oltre al sindaco Umberto De Augustinis e altri rappresentanti dell’amministrazione comunale, che l’hanno accompagnata anche in un sopralluogo nell’area dell’anfiteatro romano abbandonato dove prendeva posto l’ex caserma Minervio abbandonata e dove la Difesa vanta ancora proprietà. Il ministro è poi arrivata allo Smmt di Baiano, dove l’Usb ha già suonano l’allarme evidenziando che dei 120 civili in organico la metà andrà in pensione entro il 2020.
«Attenti sullo Smmt di Baiano» Qui Trenta ha rilevato come «lo stabilimento oggi goda di un ottimo stato di salute» e rappresenti «indubbiamente un centro di eccellenza nazionale di grande importanza per la Difesa», per poi evidenziare «la chiusura in positivo del proprio bilancio economico. Sono questi standard importanti che – ha detto il ministro – abbiamo interesse a preservare e incrementare per il futuro, anche in vista delle fuoriuscite di personale previste da qui al 2022: l’inserimento di nuovo personale è infatti da considerare elemento strategico per garantire il mantenimento del know-how aziendale». E ancora: «E’ per questo nostra intenzione assicurare allo Stabilimento, alla luce dei presupposti del piano industriale triennale, concrete attenzioni per il prossimo futuro, per la tutela delle competenze e delle professionalità acquisite dal personale e per mantenere gli elevati livelli di produzione raggiunti».
