«Le segreterie nazionale di Fiom, Fim e Uilm chiederanno, da subito, la convocazione di un incontro al ministro Luigi Di Maio con la presenza dei vertici Thyssenkrupp per avere chiarimenti sul futuro dell’Acciaieria di Terni». Questo l’esito del summit sindacale organizzato a Roma dai sindacati sul sito siderurgico umbro destinato alla vendita, mentre Thyssenkrupp è in pieno tumulto, dopo l’accordo con Tata Steel.

VENDITA AST: VIDEO MARINI – VIDEO LATINI

Di Maio convochi Thyssen In questo senso «è stata condivisa l’esigenza – si legge in una nota congiunta – di porre la massima attenzione sull’ipotesi di avvio della cessione di Ast, con il necessario e pieno coinvolgimento del governo italiano, al fine di accertare e assicurare una prospettiva al sito di Terni». Dal ministro Di Maio i rappresentanti dei metalmeccanici si aspettano la convocazione dei «dei vertici Thyssenkrupp per verificare la volontà di mantenere il controllo di Ast e quindi assicurarne il consolidamento e lo sviluppo attraverso un nuovo piano industriale. Nel caso di cessione, invece, occorre accertare – scandiscono i sindacalisti di Fiom, Fim e Uilm – che la vendita avvenga a un soggetto possibilmente industriale, in grado di valorizzarne le potenzialità riconfermandone la rilevanza di sito strategico nazionale per le produzioni di inox».

Mai oltre 1 mln di tonnellate Più in generale a Roma è stata rilevata sull’Acciaieria di Terni «una situazione economica e finanziaria positiva realizzata con il Piano industriale 2014-2018, con il contributo determinante dei lavoratori, che non fuga le incertezze sulle prospettive industriali e occupazionali del sito umbro». Nel dettaglio sono emerse tra i sindacalisti «forti perplessità sui volumi produttivi che, nonostante le potenzialità di mercato e le capacità produttive inespresse, si sono strettamente attestati sulla produzione di un milione di tonnellate di acciaio colato, previsto dal piano industriale». Quello firmato a Roma il 3 dicembre 2014, dopo una lunga vertenza.

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