martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:53

Thyssenkrupp vende Ast, questione passa per Palazzo Donini: «Occhi aperti sull’iter»

Accelerazioni del colosso tedesco scuotono istituzioni e sindacati che concordano: necessità di monitoraggio da parte del governo

di Mar. Ros.

Si è chiuso attorno alle 15.30 il tavolo di confronto coi sindacati e le istituzioni ternane, convocato dalla governatrice umbra Catiuscia Marini a Palazzo Donini per discutere sul futuro dell’Ast. Le parti concordano sulla necessità di tenere gli occhi ben aperti sul processo di vendita del sito ternano.

VIDEO: PARLA CATIUSCIA MARINI

SINDACO LATINI A PALAZZO DONINI: VIDEOINTERVISTA

Acciai speciali Terni I rappresentanti dei lavoratori, hanno portato all’attenzione di Regione, Provincia e Comune, le forti preoccupazioni che ormai animano le segreterie dei metalmeccanici da molti mesi, quindi il mancato rilancio delle business unit di Acciai speciali Terni, le trasformazioni del mondo della siderurgia attorno all’immobilismo di Ast rimasta in un certo senso «piccola e isolata»; nonché continue riorganizzazioni interne «segno della mancanza di una linea d’azione di prospettiva ben precisa» e pure una politica commerciale «al di sotto delle potenzialità».

SUMMIT IN REGIONE: FOTOGALLERY

Vendita Ast in Regione In generale, emerge che gli impegni dell’accordo del 3 dicembre disattesi pesano, e a quelli aziendali si sommano quelli delle istituzioni, anche se in tal senso alcuni passi in avanti per la realizzazione di importanti infrastrutture funzionali all’acciaieria, sono stati fatti. Come pure è stata compiuta la missione del management Ast di rimettere in ordine i conti, visto che l’azienda è in utile da due esercizi. Questo un fattore senza dubbio positivo in prospettiva vendita ma a destare preoccupazione è la forte accelerazione che si registra dalle parti di Thyssenkrupp tanto per la fusione con Tata, quanto per la riorganizzazione della governance.

Thyssenkrupp-Tata steel All’incontro, oltre alla presidente Marini hanno partecipato il vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, il presidente della Provincia di Terni, Giampaolo Lattanzi, i segretari regionali e provinciali confederali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fismic, Usb, le rappresentanze sindacali unitarie di stabilimento. Questo il testo del comunicato congiunto organizzazioni sindacali e rappresentanze aziendali dei lavoratori, Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni: «La strategicità del sito integrato di Ast nell’ambito della politica siderurgica nazionale – è stato ribadito – rappresenta una assoluta ed irrinunciabile priorità, a maggior ragione all’indomani dell’accordo societario Thyssen Krupp-Tata, e delle dimissioni del Ceo di Tk Heinrich Hiesinger. Notizie che hanno ulteriormente accresciuto le preoccupazioni già espresse in passato, sia riguardo ai contenuti ed agli impegni dell’accordo del 3 dicembre 2014, sia rispetto all’annunciata prospettiva di vendita di Ast».

Al Mise L’obiettivo condiviso è quello di arrivare al più presto sul tavolo del Mise per ribadire la linea anche a Luigi Di Maio, al fine pure di conoscere quale sia la posizione del governo italiano rispetto alle future politiche industriali per il settore siderurgico. Intanto, i rappresentanti politici locali chiederanno all’esecutivo italiano di monitorare con cura le mosse Thyssenkrupp, per evitare che la società proceda alla vendita prima di aver intavolato qualunque discussione. La Marini ha detto molto chiaramente: «Servono soluzioni industriali se si vuole garantire sviluppo e occupazione all’acciaieria di Terni».

Sul tavolo del ministro Di Maio «Al Mise – scrivono rappresentanti delle tute blu e politici – deve essere ribadita non solo la strategicità del sito Ast, ma deve anche essere sottolineata, in relazione all’ipotesi di vendita, la difesa delle attività produttive del sito; la necessità che venga individuato un soggetto acquirente che abbia le caratteristiche di operatore industriale ed internazionale del mercato dell’acciaio e che lo stesso soggetto sia in grado di offrire adeguate garanzie circa le proprie capacità finanziarie e commerciali. Si tratta di condizioni imprescindibili per la tenuta e lo sviluppo della capacità produttiva ed occupazionale delle acciaierie».

@martarosati28

 

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