Manifestazione degli operai Merloni

Parla di voci la Cgil. Voci nell’aria da già da alcune settimane sulla rottura della trattativa per il passaggio della Antonio Merloni all’iraniana Mmd. E riemergono le paure (mai sopite) che per le 2.350 famiglie degli operai non ci sia alcun futuro.

Le voci Su una nota della Cgil nazionale si legge: «Si rincorrono notizie di stampa secondo cui i Commissari Straordinari dell’Antonio Merloni avrebbero restituito la caparra di due milioni all’iraniana Mmd. Può sembrare l’esito scontato di una fase di trattativa riservata che avesse già al suo avvio margini ristretti e criticità rilevanti. Ciò che risulta inaccettabile è che, ancora una volta, un ennesimo, delicato passaggio di questa vertenza debba apprendersi tramite stampa, circondato e rincorso dalle versioni più contrastanti. Non si tratta, infatti, del venir meno di una delle diverse offerte, ma dell’unica avente a riferimento l’intero perimetro industriale dell’ A. Merloni».

Le domande A questo punto la Cgil si chiede: «Che cosa significa questo? Che i Commissari hanno avviato una procedura che spezza l’unitarietà dell’offerta? Che si lavora per rendere compatibili più offerte? In continuità o in discontinuità produttiva? Con quali prospettive industriali? Con quali livelli occupazionali? Dietro queste domande non c’è una qualche banale curiosità su ciò che sta accadendo, ma c’è il dovere di dare risposte a 2.350 dipendenti direttamente interessati ed a qualche centinaio di piccole e piccolissime imprese dell’indotto».

La verità La Cgil chiede a questo punto «un’immediata convocazione da parte del Governo e dei Commissari per evitare di apprendere dalle afose cronache estive il destino di una delle più importanti vertenze industriali del Paese».

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