Passeranno il loro Primo maggio davanti ai cancelli dello stabilimento di Colle di Nocera, i lavoratori della Merloni. Manifesteranno per esprimere la delusione alla luce dell’incontro al ministero da cui sono emersi i contorni effettivi delle offerte di acquisto per l’azienda di elettrodomestici. Un Primo maggio di lotta per 2.400 famiglie in cui futuro è sempre più incerto.
Provincia al fianco «L’esito della verifica delle offerte per la Merloni è drammaticamente deludente e getta un’ombra lunga ed oscura sulle sorti economiche e civili di un intero territorio e della nostra Provincia». Lo afferma l’assessore al Lavoro della Provincia di Perugia, Aviano Rossi. «La nostra Amministrazione – sottolinea – ha sempre seguito direttamente e da vicino il corso di questa vertenza dell’economia e del lavoro, la principale nella nostra Provincia, sempre sostenendo le ragioni e le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Merloni ed ha la determinazione, la convinzione di continuare a farlo oggi, di fronte al nuovo preoccupantissimo scenario, e nel futuro. La Provincia di Perugia si rende ancora una volta disponibile a mobilitarsi insieme alla Regione Umbria, alle Istituzioni locali, alle Organizzazioni sindacali ed alle forze economiche, politiche e sociali dell’Appennino umbro per pretendere dal Governo delle risposte forti e più convincenti attraverso una nuova strategia di intervento e di politica industriale attiva capace di garantire, anche in forme innovative, la prosecuzione delle attività produttive nello stabilimento umbro di Colle e la massima salvaguardia di tutti i posti di lavoro. In rappresentanza di tutta l’Amministrazione provinciale di Perugia, con questo spirito, parteciperò alla giornata di mobilitazione davanti ai cancelli dello stabilimento di Colle, nel pomeriggio del Primo maggio».
Smacchi (Pd) «Le brutte notizie provenienti dal vertice romano sulla Antonio Merloni non consentono a nessuno, tanto meno alla politica ulteriori tentennamenti, occorre da subito rilanciare l’azione istituzionale nei confronti del Governo e collegarla ad una mobilitazione forte e permanente dell”intero tessuto economico e sociale umbro»: lo dice, in una nota, il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi. «I lavoratori – ribadisce – devono diventare i protagonisti e non semplici spettatori di una partita giocata da altri su altri tavoli, considerata anche la ormai prossima scadenza della cassa integrazione. A partire dalla manifestazione prevista davanti ai cancelli dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra per il prossimo Primo maggio, è necessario dare forti segnali di unità istituzionale fino a giungere al fronte sindacale: in un momento così delicato – conclude Smacchi – se vogliamo provare ad invertire la rotta, sarebbe da irresponsabili pensare di dividersi».
Ronconi (Udc) «Sulla vicenda Merloni si scontano le incapacità di un governo nazionale che non riesce più ad offrire risposte rispetto ad una crisi aziendale che investe un intero comprensorio». Lo afferma il capogruppo Udc in consiglio provinciale, Maurizio Ronconi. «La regione e gli enti locali – prosegue – non sono riusciti ad andare oltre alle solite liturgie intrise di manifestazioni fine a se stesse. La Regione invece, d’accordo con tutti gli enti locali, con una appropriata iniziativa legislativa, forzi la mano al governo nazionale così da aprire una vertenza seria e risolutiva. Rispetto ad iniziative di questo genere – conclude Ronconi – l’Udc ci starebbe, si affiancherebbe ai lavoratori della Merloni angustiati da troppo tempo e ormai con la disoccupazione dietro l’angolo».

