
di Ivano Porfiri
Due offerte, vincolanti. Sono mesi che si parla di sfida Iran-Cina per acquistare la Merloni ma oggi si passa dalle parole ai fatti. Mmd e Nanchang Zerowatt hanno messo nero su bianco la concreta volontà di prendere in mano l’azienda umbro-marchigiana. E ora tocca ai commissari e al ministero dello Sviluppo economico insieme all’advisor finanziario Mediobanca, valutare la congruenza delle offerte e stabilire i prossimi passi.
Svelare i piani al più presto I responsabili delle due società asiatich hanno anche avuto un contatto informale con i Servizi competenti della Regione Marche, confermando di aver depositato le offerte. Per parte loro, Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno inoltrato formale richiesta al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani «di conoscere il prima possibile le risultanze del bando internazionale per le manifestazioni di interesse all’acquisto dell’A. Merloni». «Si riaccende la speranza per i lavoratori dell’A. Merloni – ha detto Gianluca Ficco, responsabile elettrodomestici della Uilm – ma aspettiamo notizie ufficiali sulle offerte e anche di conoscere i piani industriali degli acquirenti».
L’offerta iraniana Il primo a uscire allo scoperto era stato Younes Zareipour, procuratore della Mmd-Entekhab in Italia. In un’intervista pubblicata a Umbria24.it aveva anticipato l’intenzione (pur non svelando i dettagli) di acquisire l’intero perimetro produttivo della Merloni. Volontà confermata sabato, quando ha anticipato la presentazione dell’0fferta vincolante per gli stabilimenti di Fabriano e Nocera Umbra. «Il nostro obiettivo – ha detto Zareipour – è quello di entrare in mercati più sofisticati, come quello europeo e americano. Per questo vorremmo portare a Gaifana i nostri prodotti di alta gamma, come i frigoriferi side-by-side o i prodotti dotati di controllo a distanza, anche dal telefonino. Naturalmente sfruttando il marchio Daewoo».
L’offerta cinese Il primo a palesare la serietà del progetto cinese è stato il sindaco di Fabriano. Svelati alcuni dettagli del piano industriale. Tutto ruota intorno alla società G8 spa, di cui farebbero parte Otto Italia, che ha sede legale a Roma e, come socio di maggioranza, la Nanchang ZeroWatt Electronics Group, azienda elettrodomestica cinese di proprietà pubblica, che ha sede a Nanchang. Stando all’ipotesi di piano, i lavoratori dei tre impianti (2.240 persone, oggi in cassa integrazione) verrebbero riassorbiti al 70% nell’arco di tre anni. Il restante 30%, in larga parte personale tecnico specializzato, riceverebbe incentivi per creare piccole società dell’indotto. Secondo indiscrezioni, la G8 spa localizzerebbe la produzione di tutte le lavorazioni industriali del settore ‘bianco’, e in prospettiva del ‘nero’ (tv ed elettronica di consumo) nello stabilimento di Gaifana di Nocera Umbra. Lo stabilimento di Maragone a Fabriano dovrebbe essere riconvertito in un centro di ricerche avanzato a servizio del gruppo (più amministrazione, marketing, design, ecc.); quello di Santa Maria, sempre a Fabriano, diventerebbe un grande outlet di elettronica.
Rossi: ci vorranno settimane Le istituzioni, in primis la Regione Umbria, hanno palesato apprezzamento per entrambe le offerte. Sabato per quella iraniana. Ora per la Nanchang: la presidente Catiuscia Marini e l’assessore allo Sviluppo economico, Gianluca Rossi lo considerano «un ulteriore e positivo segnale per il futuro del Gruppo». L’auspicio della Giunta regionale rimane quello che «venga garantita la continuità produttiva e mantenuti gli attuali livelli occupazionali». Secondo l’assessore Rossi, «per conoscere quale sarà l’offerta prescelta ci vorranno settimane, non certo giorni proprio perché le offerte sono due ed entrambe sembra di una certa rilevanza». Rossi sottolinea come «sarà importante conoscere il piano industriale dettagliato e il piano occupazionale, solo allora potremo valutare cosa intendono fare nel sito umbro e in quelli marchigiani».
