di D.B.
Per il gruppo Mercatone Uno si aprono le porte dell’amministrazione straordinaria, ovvero quella della Legge Marzano per le grandi imprese in crisi. La notizia è stata diffusa mercoledì dal ministero dello Sviluppo economico che, attraverso un decreto firmato dal ministro Federica Guidi, ha nominato anche i tre commissari straordinari che sono Vincenzo Tassinari, Ermanno Sgaravato e Stefano Coen. A questo punto, come ha spiegato nel pomeriggio di mercoledì la stessa Mercatone Uno in una nota, è attesa un’offerta d’acquisto definitiva entro la fine di aprile. In pole c’è un «investitore che si è proposto e con il quale vi è un confronto aperto da circa due mesi».
Continuità «L’avvio di questa fase – dice l’azienda – è da considerarsi come una naturale prosecuzione del percorso aperto con il concordato prenotativo autorizzato dal Tribunale di Bologna, il cui presupposto fondamentale era la ricerca di un investitore che potesse dare continuità ad un marchio storico» come Mercatone Uno, in tempi contenuti non avendo «fatto ricorso a finanza ponte». La società rivendica di essere arrivata a questa fase con una liquidità «significativa», un piano industriale «delineato», stipendi pagati, «i migliori ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti e le consegne rispettate verso i clienti».
Il destino di Magione Detto ciò resta da capire che fine farà il punto vendita di Magione, che dà lavoro a una quarantina di persone. Secondo il piano di ristrutturazione presentato settimane fa, che riguarda 79 punti vendita e oltre 3.700 dipendenti (numeri ai quali vanno aggiunti quelli relativi all’indotto), una trentina di negozi sono destinati alla chiusura alla fine di aprile e tra questi c’è anche quello di Magione. Il decreto mercoledì è stato commentato positivamente dalla Fisascat Cisl, che però ritiene «necessario fare chiarezza sul destino dei negozi a rischio chiusura».
Cos’è la Marzano La Legge Marzano, introdotta nell’ordinamento italiano dopo il crack della Parmalat e pensata proprio per le grandi realtà in crisi, concede 180 giorni di tempo ai commissari (più una possibile proroga di altri 90) per il piano di ristrutturazione e a questa particolare procedura può accedere, facendone richiesta al Ministero, un’azienda con almeno 500 dipendenti e 300 milioni di debiti. Un meccanismo, applicato poche volte in Italia (vedi il caso della ex Antonio Merloni), voluto per quelle imprese delle quali si vuol tentare in ogni caso una ristrutturazione. Gestione e amministrazione dell’azienda passano quindi nelle mani dei commissari, che hanno poteri molto ampi, come ad esempio quello di dare vita ad un piano di ristrutturazione.
Pd Secondo il deputato pd Walter Verini con il decreto «si apre una fase nuova» anche se «occorre vigilare perché questo passaggio garantisca i posti di lavoro e consenta l’apertura di nuove prospettiva di rilancio». Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Giampiero Giulietti: «Insieme alle istituzioni locali e regionali e alle organizzazioni sindacali – scrive – ci impegneremo per salvaguardare la permanenza sul territorio magionese dell’azienda e per tutelare i lavoratori coinvolti».
