Il punto vendita di Magione

di D.B.

Riapertura di diversi punti vendita e un cammino deciso verso la cessione del gruppo a nuovi investitori. Uno scenario però nel quale il destino del punto vendita di Magione Mercatone Uno, che dà lavoro a 40 persone, non è chiaro. Mercoledì i commissari straordinari che stanno guidando il gruppo, in amministrazione straordinaria, hanno presentato nel corso di una riunione al Mise le linee guida del programma di risanamento dell’azienda. Il piano prevede entro la prima metà di novembre, la riapertura di cinque punti vendita (Roma, Carrè, nel Vicentino; Pombia, nel Novarese; Tavernerio, nel Comasco e Bertinoro, nel Forlivese) e di altri cinque nel corso del 2016 con l’obiettivo di raggiungere 300 mila metri quadrati di aree di vendita su 60 punti vendita nelle principale aree metropolitane italiane. Poi, realisticamente nel 2016, la cessione del gruppo per la quale, durante l’incontro, «è stato confermato l’interesse all’acquisizione da parte di importanti investitori, anche internazionali».

Il piano Nel complesso si parla di 78 punti vendita che danno lavora a circa tremila persone. Ora il piano dovrà essere approvato dal Ministero mentre la Regione, per bocca del vice presidente della giunta regionale, Fabio Paparelli, assicura che verrà posta la «massima attenzione sul piano industriale degli eventuali acquirenti». «Il Ministero esprimerà il proprio parere sul piano – spiega Paparelli – ed è poi intenzione dei commissari procedere al più presto con la predisposizione del bando per la vendita dell’intero complesso. Al momento viene esclusa la possibilità di una vendita parziale, che verrà valutata solo nel caso in cui non dovessero concretizzarsi le condizioni per una cessione in blocco. Come abbiamo fatto in questi mesi, insieme al Comune di Magione – conclude l’assessore – continueremo a partecipare alle varie fasi del percorso di salvataggio dell’azienda, confermando l’impegno a verificare tutte le possibili azioni per il mantenimento dell’attività in Umbria».

Il futuro Insomma, il futuro del punto vendita umbro, ormai chiuso da mesi, e quindi delle 38 persone che ci lavorano (altre due hanno trovato un altro posto di lavoro) è ancora incerto. I dipendenti al momento sono in cassa integrazione e la strategia dei commissari ha puntato in un primo momento a non riaprire i negozi collocati, com’è il caso di Magione, in una struttura in affitto. In caso però eventuali acquirenti potrebbero contare sul magazzino a fianco, quello sì di proprietà del gruppo. In più Comune e altre istituzioni sono al lavoro per progettare una riqualificazione dello svincolo di Magione del Perugia-Bettolle, che colloca il punto vendita a circa 30 minuti dalla A1 e a poca distanza dall’asse strategico della E45. Una mossa che, in caso la vicenda Mercatone Uno non dovesse finire come sperato, potrebbe favorire l’insediamento di altre realtà.

Twitter @DanieleBovi

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