Tutto il personale (240 persone) a casa per cessazione delle attività. E’ l’annuncio shock che i vertici delle Meraklon Yarn e Spa hanno comunicato ai lavoratori, scatenando reazioni di sconcerto e protesta.
Blocco totale Filctem, Femca, Uilmec, Ugl e Orsa hanno immediatamente indetto una assemblea permanente presso le portinerie con il blocco totale delle merci, un sit-in lungo via Narni e il blocco a tratti della Flaminia. La decisione dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo sarebbe motivata, si legge in una nota delle organizzazioni sindacali, «dalla dichiarata cessazione delle attività produttiva». I lavoratori hanno incontrato il prefetto di Terni, Augusto Salustri, per discutere della questione, mentre per mercoledì alle 10,30 è confermato l’incontro al ministero dello Sviluppo economico al quale dovrebbe partecipare, oltre a istituzioni e rappresentanze sindacali, anche la proprietà della Meraklon.
Ugl: un dramma Di «dramma alla Meraklon» parla l’Ugl chimici dell’Umbria, dopo l’annuncio della mobilità per i suoi 240 lavoratori: «Un atto da condannare senza se e senza ma», secondo Emanuele Riccioni, segretario regionale Ugl del settore chimico. «Siamo di fronte ad una situazione senza precedenti, a dir poco paradossale dove l’impresa prima dichiara la buona salute dell’azienda smentendosi due giorni dopo con una richiesta di cassa integrazione fino ad arrivare alla mobilità di oggi», dice Riccioni in un comunicato in cui definisce «impossibili da digerire in questi gravi tempi di crisi economica» i 240 licenziamenti annunciati.
Tutti padri di famiglia L’Ugl fa notare che «gli operai della Meraklon sono tutti padri e madri di famiglia con un’età media compresa tra i 35 e i 45 anni a cui sono stati rubati il futuro e la serenità. Se il Comune di Terni, la Provincia, la Regione e il Governo non daranno seguito ad una forte presa di posizione politica ed economica nei confronti dei vertici aziendali Meraklon e del polo chimico ternano nel suo complesso – conclude Riccioni – a breve potremo scrivere la parola fine per l’industria chimica in Umbria».
Azienda torni indietro «Sconcerto e preoccupazione per la decisione della Meraklon di aprire la procedura di mobilità dopo che per molto tempo si erano tranquillizzati i dipendenti anche attraverso interventi pubblici che mai avrebbero presagito scenari di questo tipo». È quanto scrivono, in una nota, Raffaele Nevi e Alfredo De Sio (Pdl) auspicando che «l’azienda torni sui suoi passi e avvii un tavolo con le forze sociali anche in vista dell’incontro di domani al Ministero dell’industria dove la stessa azienda dovrà far capire di essere disponibile a sostenere ogni soluzione che abbia al primo posto la tutela delle maestranze, il loro futuro occupazionale ed il consolidamento del polo chimico ternano». Nevi e De Sio sottolineano come «il Governo e tutte le istituzioni sono unite nel perseguire un risultato positivo che può essere raggiunto solo da una forte alleanza tra capitale e lavoro, come da noi sempre sostenuto. Non vorremmo che la drammatizzazione della situazione – concludono – sia funzionale ad operare speculazioni in ordine alle quali, anche nella giornata odierna, abbiamo allertato il Governo nazionale».
Di Girolamo: non hanno a cuore l’azienda Per il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo «l’avvio della procedure di mobilità decretato dalla proprietà per tutti i lavoratori della Meraklon è una provocazione di chi con questo atto dimostra di non avere a cuore l’azienda, la sua produzione, l’occupazione». «La decisione comunicata oggi ci deve far guardare all’appuntamento di domani in maniera diversa» ha spiegato invece il segretario provinciale della Filctem Cgil, Sergio Cardinali. «Ora abbiamo sulle spalle il futuro di 240 lavoratori – ha aggiunto -, c’è un problema oggettivo che bisogna risolvere complessivamente. Per questo è giunto il momento di velocizzare i tempi nel trovare una soluzione per tutto il polo chimico».

