La foto dei lavoratori della Margaritelli dopo la firma dell'accordo

di Ivano Porfiri

La foto è commovente. Tutti insieme sorridono per la scongiurata chiusura dello stabilimento con tanto di licenziamento per tutti. Solo che, per ottenere questo, 13 di loro questa mattina non sono andati a lavorare perché hanno dovuto firmare la messa volontaria in mobilità. Grazie al loro sacrificio, l’azienda ha accettato di far rientrare gli altri 31 nel contratto di solidarietà di tutto il gruppo e così di mantenere il sito. E’ anche questa l‘Italia in crisi: non solo guerra tra poveri, ma un senso di solidarietà fortissimo tra colleghi. 

Mobilitazione compatta Prima di poter arrivare all’accordo finale, c’era stata una mobilitazione unitaria di sindacati e rappresentanti delle comunità locali a difesa dello stabilimento. Anche la presidente della Regione Catiuscia Marini aveva visitato i lavoratori in assemblea e i sindaci di Corciano e Magione, Cristian Betti e Giacomo Chiodini hanno seguito la vicenda da vicinissimo, dato che lo choc occupazionale avrebbe investito in egual misura i due comuni.

Il sacrificio Grazie a questo si è innescata la trattativa che ha portato il plesso di Mantignana a rientrare nel contratto solidarietà di tutto gruppo, la soluzione più razionale. Ma a fare la differenza, alla fine, è stata la generosità di alcuni di loro che, a fronte di una situazione preoccupante, hanno deciso di mettersi in mobilità volontaria fin da questo mese: il sacrificio di 13 (alcuni sono beneficiari della legge Fornero e maggiori di 50 anni, altri con possibilità di cambiare lavoro) ha salvato lo stabilimento e scongiurato i licenziamenti degli altri 31, che hanno firmato un contratto di solidarietà di un anno.

GRIFO LATTE, SALTA IL TAVOLO AZIENDA-SINDACATI

Un accordo drammatico «La vertenza – sottolinea Chiodini – è stata seguita con allarme e apprensione da parte delle amministrazioni comunali di Corciano e Magione per l’impatto occupazionale che poteva avere, e in parte avuto. Si chiude con i licenziamenti che rientrano e che vengono quindi scongiurati ma con il sacrificio di 13 lavoratori in mobilità volontaria. Si è chiusa in maniera parzialmente positiva una partita che si prospettava drammaticamente negativa. Resta l’amaro in bocca per coloro che da domani cercano una nuova occupazione. Stupisce, nel contempo, il forte attaccamento al posto di lavoro di tutti, con grande spirito lealtà tra colleghi». «Assolutamente felice che la vicenda abbia trovato una conclusione positiva» anche Betti, che sottolinea: «Non era per niente scontato». «Da sottolineare che – aggiunge – quando ci si muove uniti verso un obiettivo comune i risultati possono arrivare, ma la cosa più importante che desidero fare, è ringraziare quei tredici che con il loro ‘sacrificio’ hanno permesso di conquistare il contratto di solidarietà che permetterà allo stabilimento di continuare a lavorare». 

Cisl: senso di responsabilità Secondo il segretario generale regionale Filca Cisl Umbria Tino Tosti «rimane uno stato di forte preoccupazione per l’evolversi della difficile situazione aziendale di tutto il gruppo che, purtroppo, ha determinato la fuoriuscita volontaria di 13 lavoratori del sito di Mantignana. Nella giornata di ieri il sindacato ha incontrato i lavoratori in assemblea che hanno manifestato senso di responsabilità e consapevolezza per la situazione in essere in azienda». Il segretario generale regionale della Cisl Ulderico Sbarra ha manifestato «soddisfazione per le posizioni assunte dai lavoratori, che sono state mosse dal principio di solidarietà che ha ispirato da subito l’azione della Filca Cisl e della sua Rsu, evitando il licenziamento per la quasi totalità dei lavoratori della Margaritelli».

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