La presentazione del Caccia village (foto F.Troccoli)

Caccia village, ormai la più grande fiera del Centro Italia dedicata a caccia, pesca, attività all’aria aperta e tiro a volo, si rinnova. L’edizione 2018, in programma all’Umbria Fiere di Bastia Umbra dall’11 al 13 maggio, è stata presentata giovedì a Perugia, a Palazzo Donini, da Andrea Castellani, presidente di Fiera Show che organizza l’evento, dall’assessore regionale alla caccia Fernanda Cecchini, dall’assessore al turismo del Comune di Bastia Umbra Filiberto Franchi, dal Presidente di Umbria Fiere Lazzaro Bogliari e da Riccardo Ceccarelli, coordinatore degli eventi di Caccia Village. In primis si parte da un nuovo logo, giudicato «più moderno e anche più in linea con gli obiettivi». La crescita esponenziale di Caccia Village – ha spiegato Castellani – impone un salto di qualità significativo sia nello stile che nella fruibilità stessa del salone. La prossima edizione sarà più moderna e all’avanguardia dal punto di vista dell’immagine, con una nuova disposizione degli stand espositivi e una maggiore qualità del layout complessivo. In più, saranno migliorati i diversi servizi accessori della fiera, sarà accentuato l’aspetto culturale con convegni di settore e incontri con gli esperti a disposizione delle aziende e del pubblico, affinché i cacciatori possano avere tutte le informazioni per una caccia più consapevole e sicura».

TUTTO IL PROGRAMMA DEL CACCIA VILLAGE

L’edizione 2018 Per quanto riguarda l’edizione precedente gli organizzatori parlano di 30mila visitatori in tre giorni, 350 espositori e più di 20mila metri quadrati di esposizione. Altra novità del 2018, l’ampio spazio dedicato alla caccia di selezione, che andrà ad affiancare le forme di caccia tradizionali. «Del resto – è stato detto giovedì – proprio la caccia di selezione è quella che negli ultimi anni ha registrato sul territorio nazionale la più importante espansione, sia qualitativa che quantitativa». In collaborazione con Sky Caccia & Pesca saranno organizzati «corsi specialistici di approfondimento, che riguardano la cartuccia e il tiro specifico per la caccia di selezione, per i quali sono stati individuati grandi esperti della materia». Saranno presentate armi e munizioni, ottiche e accessori specifici, nonché la cinofilia specialistica con i cani da traccia, che vedrà proprio a Caccia Village il raduno nazionale, nella giornata di sabato 12.

Il programma Approfondimenti tecnici ci saranno anche sul colombaccio, al quale domenica 13 alle 10 sarà dedicato il convegno «Colombaccio: migrazione e caccia» con gli interventi di Francesco Paci, Enrico Cavina, Rinaldo Bucchi, Denis Bianchi, Amedeo Castellani, Vasco Feligetti, Graziano Giovannetti e lo chef Giancarlo Polito, che proporrà al termine una degustazione. Confermata l’apertura delle linee di tiro a disposizione del pubblico per testare le armi da caccia proposte dalle aziende espositrici; proprio qui si terranno anche gli ormai consueti appuntamenti con le performance di Raniero Testa, campione del mondo e recordman di tiro acrobatico. «Particolarmente ricca di contenuti – è stato detto durante la presentazione – sarà la sezione formativa e quella culturale del salone, quest’ultima in particolare dedicata non solo ai cacciatori, ma anche alle loro famiglie, con eventi ed iniziative collaterali di animazione e approfondimento». Sabato e domenica poi saranno molte le esibizioni firmate Fidasc, Federazione italiana discipline armi sportive e da caccia. Venerdì la fiera sarà aperta dalle 15 alle 20, e dalle 9 alle 19 nei restanti giorni (il biglietto costa 13 euro, 10 se acquistato online e 7 per gruppi di almeno 20 persone).

IL NUOVO CALENDARIO VENATORIO

Critiche al calendario Giovedì intanto la segreteria regionale della Libera Caccia (Anlc Umbria) ha messo nel mirino il nuovo calendario venatorio della Regione, che «non accoglie molte indicazioni» elaborate dal comitato scientifico dell’associazione. Il documento, preadottato dalla giunta, sarà ora sottoposto, come previsto dalle norme, al parere della competente Commissione consiliare dell’Assemblea legislativa e all’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, per poi tornare in giunta per l’adozione definitiva». In particolare, c’è «rammarico per il mancato inserimento delle deroghe alle specie piccione selvatico, storno e tortora dal collare». I cinofili lamentano poi «il mancato inserimento della specie quaglia in preapaertura, che avrebbe avuto come prima data utile il 12 settembre. Quanto all’orario generale di caccia, si era chiesto di ritardare la chiusura la sera di soli 15 minuti». Ignorata la richiesta di «valutare la continuazione della stagione venatoria nel periodo compreso tra l’uno e il dieci febbraio alle specie colombaccio e corvidi, così come avviene in altre regioni». Quanto al cinghiale, l’associazione si aspettava «l’uniformazione in tutto il territorio regionale del periodo di caccia interessato, e precisamente da novembre a gennaio».

La Regione ci ripensi «Inoltre – spiega la Anlc – dal 1° gennaio al 31 gennaio 2019 la caccia potrà essere effettuata solo con appostamento fisso o temporaneo, nonostante fosse stata richiesta, giustificandola con adeguate argomentazioni tecniche, l’estensione alla caccia vagante, anche per garantire la reciprocità con le regioni limitrofe». Bene invece le date scelte per la preapertura, mentre viene bocciata la delibera che vieta agli uffici della Regione «il rilascio di nuove autorizzazioni per appostamenti fissi senza richiamo. Su questo – è detto infine – ci aspettiamo che la Regione ritorni sulle proprie decisioni, rimuovendo il blocco del rilascio delle autorizzazioni e tenendo conto della proposta formalizzata, con puntualità tecnica e su base scientifica, dalla nostra associazione».

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