Sono poco più di 50 gli allevatori indennizzati dalla Regione Umbria per le perdite subite durante l’epidemia di Lingua blu (Blue tongue). A tirare le fila dei ristori è l’assessore all’agricoltura Simona Meloni. In meno di sei mesi dalla chiusura dei termini per la richiesta dei ristori, infatti, gli uffici della Regione Umbria hanno evaso praticamente tutte le domande, erogando complessivamente circa 120 mila euro.

Nel dettaglio alla chiamata di Gepafin per l’erogazione degli indennizzi hanno risposto in 64 allevatori, di questi 50 hanno incassato l’indennizzo per i capi di bestiame persi, mentre per altri 3 l’erogazione è in corso. Esclusi 11 operatori che non sono stati ammessi al ristoro per motivi amministrativi legati alla mancanza dei requisiti previsti dall’intervento, a irregolarità del Durc (regolarità contributiva), alla mancata integrazione documentale o a altre cause ostative emerse in sede istruttoria.

«Si tratta di un risultato di cui siamo particolarmente soddisfatti – ha detto Meloni – perché dimostra la capacità della Regione Umbria di intervenire con tempestività e concretezza a sostegno di un comparto che ha vissuto mesi difficili. Quando l’emergenza Blue Tongue ha colpito i nostri allevamenti, abbiamo scelto subito di non lasciare sole le imprese, attivando subito le misure sanitarie di contenimento e prevenzione e subito dopo gli strumenti necessari per riconoscere un ristoro economico a fronte dei danni subiti».

L’intervento regionale è scattato a luglio, nel pieno della fase emergenziale, con l’attivazione degli strumenti finanziari per i ristori agli allevatori. Poi è arrivato l’avviso di Gepafin scaduto il 2 dicembre 2025, quindi l’istruttoria, la definizione delle posizioni ammissibili e l’erogazione degli indennizzi. «Il confronto con quanto accaduto in altre regioni italiane – prosegue Meloni – conferma che l’Umbria ha saputo procedere con una rapidità significativa, trasformando un impegno politico e amministrativo in pagamenti effettivi in tempi molto contenuti».

L’assessore sottolinea anche che «la risposta è stata costruita ascoltando il settore, partendo dalle esigenze concrete degli allevatori e cercando di semplificare il più possibile l’accesso alla misura, pur nel rispetto delle verifiche necessarie», perché «l’allevamento – conclude Meloni – è una parte fondamentale dell’identità agricola dell’Umbria, presidia aree interne e montane, tutela paesaggi, economie locali e comunità».