«Lavoratori senza lavoro. Donne e uomini senza identità». Due definizioni scandite dalla pausa di un punto; inizia così lo sfogo di un impiegato della ex Novelli, messo alla porta al rientro dallo sciopero contro ‘l’accordo mannaia’: «Oggi per noi non è festa. Questa festa ormai da un anno suona quasi come una presa in giro. Il primo maggio è la festa dei lavoratori è la festa dei diritti dei lavoratori. Come può sentirsi allora che si trova in mezzo alla strada senza lavoro per colpa dell’adesione ad uno sciopero?».
EX NOVELLI: IPOTESI CESSIONE PER RAMI D’AZIENDA
Ex Novelli Come può sentirsi una persona che dopo decenni di onesto lavoro si ritrova ad inviare decine e decine di curriculum senza ottenere alcun risultato. Come possono sentirsi persone con famiglia e mutuo a carico oppure marito e moglie, messi in strada senza alcun rispetto dei più logici/umani criteri sindacali?Oggi per molti ex lavoratori, per molti giovani alla ricerca del primo lavoro non è festa. Oggi è un giorno di lutto. Abbiamo perso la nostra identità, per certi versi non sappiamo più definirci, non sappiamo più chi siamo.
Caro Primo Maggio, care istituzioni, cara politica, cari sindacati, oggi per aver aderito ad uno sciopero si perde il posto di lavoro e domani, cosa succederà?».

Ci sentiamo delusi, abbandonati, arrabbiati, trattati come animali, buttati fuori dopo tanti anni di servizio onesto, senza nessuno che fosse intervenuto a difendere una famiglia ora in grande difficoltà. Licenziamento ingiusto quello mio e di mia moglie e degli altri colleghi, senza tenere conto dei carichi di famiglia, dell’ anzianità di servizio, senza che il sindacato avesse perlomeno provato a far mantenere uno stipendio per uno di noi due. Un licenziamento avvenuto per ritorsione per non aver accettato un contratto “pirata” che ci avrebbe fatto perdere ogni diritto dopo anni di servizio.
Nonostante tutta la disperazione dobbiamo sforzarci a mantenere l’ ottimismo all’ interno della famiglia perché abbiamo due figli da crescere e far studiare. E’ un compito molto difficile ora, perché per quanto uno cerchi di essere positivo, si legge a volte negli occhi dei miei figli la tristezza, la preoccupazione e la sofferenza, per il male che è stato fatto ai loro genitori. Tutto questo ci fa molto male e non lo posso accettare. A volte mi chiedo, ma da chi sono stato licenziato? Da chi ha fallito in tutto, da chi non è venuto per risanare l’ azienda e mantenere posti di lavoro come aveva promesso , ma è venuto solo a massacrare famiglie mettendole in mezzo ad un mare di guai.
Ringraziate il grande ministro Calenda, la Marini, Paparelli,i sindacati.Che schifo.
A
Caro Angelo a questi di quello che stanno soffrendo le famiglie e soprattutto i nostri figli che stanno vivendo momenti di ansia per i loro genitori non gliene frega un tubo. Cosa può interessare a questa gente se ci sono problemi per pagare le bollette, per pagare un mutuo,se abbiamo fatto sacrifici per cercare di dare un futuro decente ai nostri figli.Loro in un attimo ti distruggono i sogni e le speranze dei tuoi figli isogni della tua famiglia senza avere un minimo di dignità e moralità.Loro fanno la vita da nababbi, ma un giorno anche loro dovranno dare delle spiegazioni a qualcuno della loro indecenza. Non aggiungo altro, non serve a niente.