di Marco Torricelli
Basta poco, a volte. Il piano di revisione della logistica, da parte di Sangemini, è davvero allo studio e, siccome è una cosa normale per una grande azienda, è bene che venga condiviso. Come pure tutto il resto del progetto complessivo che riguarda un’azienda decisiva per l’economia di un comprensorio.
Logistica Tanto che, mentre fino a ieri ci si sentiva rispondere, più o meno, che «apprendiamo da lei, adesso, che noi staremmo studiando una cosa del genere», poche ore dopo Sangemini «precisa di aver incontrato negli ultimi mesi diversi operatori del settore logistico, al fine di valutare l’offerta più compatibile con il progetto di sviluppo annunciato». Che è una cosa normale e intelligente. Ma anche che «l’assessore Vincenzo Riommi convocherà nelle prossime settimane un ‘tavolo’ tecnico di approfondimento dedicato alla logistica, per condividere con l’azienda le scelte operative». Ecco, condividere.
Divisione Oltre che condividere, però, la Sangemini dovrà anche convincere. Visto che i lavoratori – quelli in attività e quelli in cassa integrazione dal 2010, quando la divisione Fruit ha fermato le macchine – hanno detto chiaramente, e qualcuno pure a brutto muso, ai sindacalisti che, a loro, tutti questi discorsi sui massimi sistemi interessano fino ad un certo punto: loro vogliono continuare a lavorare – quelli in ‘cassa’, per la verità, vorrebbero tornarci – e temono, invece, come racconta uno di loro «che questo sia il tentativo di riproporre un vecchio sogno della Sangemini, stoppato in extremis qualche anno fa, di ridimensionare drasticamente il sito»
Consenso L’azienda, però, vuole far sapere che «pur continuando gli incontri con gli operatori del settore, Sangemini puntualizza che la decisione finale avverrà solo con il consenso del suddetto ‘tavolo’, a cui sono rimandate inderogabilmente tutte le questioni relative, in un’ottica di massima collegialità». A quel tavolo, com’è noto, siedono – oltre alla regione – i sindacati e i rappresentanti dei tre comuni interessati dalle attività della Sangemini: quelli di San Gemini, Acquasparta e Montecastrilli. Ai quali, magari, potrà essere spiegato se e quanto di quello contenuto nella ‘dichiarazione ambientale’, presentata nel 2010, è stato realizzato: tra le altre cose vi si leggeva, per esempio, che era stato deciso un programma ambientale, per il periodo 2010-2013 e che «gli investimenti totali sono stimati intorno a 1 milione e 990 mila euro».
