di Iv. Por.

Sarà un Capodanno amaro per i precari umbri. Non solo quelli dell’Inps, che hanno distribuito volantini ai passanti stamattina lungo corso Vannucci, a Perugia. Ma per tutti quelli, e sono diverse migliaia in Umbria, che in questi giorni hanno i propri contratti in scadenza e vedono pendere sopra la propria testa la spada di Damocle del possibile non rinnovo. Quelli di alcuni enti pubblici hanno alzato la voce, trovando in alcuni casi comprensione e risposte. Per i tanti che si barcamenano nel settore privato la vita è ancora più dura.

Inps Quelli messi peggio tra gli “statali” sono i 19 precari dell’Inps dell’Umbria, che oggi hanno scioperato insieme ai colleghi di tutta Italia. L’Istituto si dichiara impossibilitato a prorogare i contratti in scadenza: se non ci saranno novità nelle prossime ore, 550 lavoratori in somministrazione rimarranno a casa dal 31 dicembre, altri 1.240 dal 31 marzo. In Umbria sono 19 i lavoratori che rischiano il posto, dislocati presso le sedi di Perugia, Città di Castello e Terni. Per spiegare le loro ragioni, hanno volantinato in corso Vannucci fino alle 12.30. La decisione di indire lo sciopero è stata presa dalle organizzazioni sindacali NIdiL Cgil, Felsa Cisl e Uiltem.p al termine di un incontro tenutosi lo scorso 23 dicembre con la direzione generale Inps e le categorie interne, nel corso del quale l’Istituto ha confermato che non saranno prorogati i contratti di 1800 lavoratori somministrati su tutto il territorio nazionale. L’Inps, pur confermando un fabbisogno per il 2011 pari a quello del 2010, ha anche affermato che a seguito dei tagli previsti nella manovra di bilancio (decreto 78/2010) non è in condizione di prorogare i contratti oltre le scadenze già previste, che sono il 31 dicembre 2010 per 550 lavoratori somministrati, e il 31 marzo 2011 per altri 1240. L’Istituto ha inoltre dichiarato che si sta impegnando presso i ministeri competenti per superare la situazione. Si tratta di lavoratori che vengono spesso adibiti a funzioni ordinarie e strutturali negli uffici dell’Inps, tanto che la loro mancata presenza non potrà far altro che rallentare, l’iter di pratiche pensionistiche e sociali di competenza dell’Istituto. Il paradosso è che spesso questi lavoratori si occupano di lavorare e liquidare prestazioni di cassa integrazione, disoccupazione per lavoratori  impiegati in aziende in crisi, come pure le invalidità civili delle persone diversamente abili. Ancora più paradossale è che la spesa che Inps sostiene per impiegare questi lavoratori non si discosta di molto da quella che potrebbe sostenere con l’erogazione di disoccupazione ordinaria per ciascuno di essi.

Lettere alle istituzioni nazionali e al Prefetto I segretari generali di NIdiL CGIL, Felsa Cisl e Uiltem.p hanno inoltre inviato una lettera ai rappresentanti delle istituzioni (presidenti di Senato e Camera dei Deputati, presidente del Consiglio, ministri del Lavoro e dell’Economia) e ai capigruppo di Senato e Camera, chiedendo di cambiare la norma, contenuta nella Finanziaria approvata lo scorso luglio, che taglia del 50% la spesa per il personale temporaneo sostenuta dalla pubblica amministrazione per il 2009.  A Perugia i lavoratori in somministrazione della sede Inps di Perugia sono stati ricevuti in prefettura mercoledì 22 dicembre. Accompagnati dalle organizzazioni sindacali i lavoratori hanno sottoposto al Prefetto, come sta succedendo da giorni in molte altre parti d’Italia, la loro difficile situazione, consegnando una lettera e un ordine del giorno approvato dal Comitato Regionale Inps dell’Umbria dove si rileva l’importanza di questi lavoratori. Dopo aver preso atto della situazione presentata anche nella provincia di Perugia il prefetto si è impegnato a comunicare la situazione presso i ministeri competenti.

Provincia di Perugia Resta aperta anche la vertenza relativa a 56 precari della Provincia di Perugia che rischiano il posto.  Una delegazione di oltre 20 di loro è stata ricevuta oggi dal vicepresidente Aviano Rossi, che ha promesso loro «un pubblico concorso attraverso cui i precari della Provincia, avvalendosi del bagaglio di esperienze e competenze acquisite durante la loro esperienza professionale, potranno trovare una opportunità di stabilizzazione della propria posizione lavorativa». Di fronte alle numerose richieste di questi ultimi insoddisfatti della procedura concorsuale rispetto alla rivendicata stabilizzazione per legge, Rossi ha affermato con forza i due impegni assunti da tempo dall’Ente: la non esternalizzazione dei servizi a favore dei disoccupati e di coloro che usufruiscono di ammortizzatori sociali come possibile intermediazione efficace e paritetica a tutela di tutte le parti coinvolte e la salvaguardia di 56 posti di lavoro. «Comprensivi della situazione di disagio che vivono i precari, non solo quelli della Provincia – ha detto Rossi – siamo spiacenti che queste persone siano state e vengano ancora oggi strumentalizzate ed illuse, dopo oltre un anno di proficui incontri con le parti sociali e sempre alla presenza di una delegazione degli stessi, sulla possibilità di praticare scorciatoie tortuose e molto pericolose.  Saremo rispettosi – ha continuato il vicepresidente – di qualsiasi iniziativa che i precari vorranno intraprendere e disponibili ad accogliere proposte migliorative della procedura concorsuale in riferimento al lavoro prestato, ma non resta che una strada da percorrere cioè un pubblico concorso con regole uguali per tutti». L’assessore provinciale alle politiche del lavoro Giuliano Granocchia, informato dell’incontro, nel sottolineare il taglio da parte del Governo del fondo nazionale destinato ai Centri per l’impiego di 500mila euro all’anno ha precisato che «a differenza delle tante Province italiane che non rinnovano i contratti di lavoro, quella di Perugia ha responsabilmente scelto di mantenere gli attuali livelli occupazionali. Una posizione – ha concluso –  di cui è opportuno che le organizzazioni sindacali tengano conto».

Corecom Dei precari del Corecom (il Comitato regionale per le comunicazioni che dipende dal Consiglio regionale) ha parlato nella conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Eros Brega. La parola magica, stabilizzazione, Brega non l’ha pronunciata apertamente, limitandosi a dire che lui «non vuole fare nuovi precari. E’ una situazione che conosco bene, questa presidenza non sarà ostile ai lavoratori del Corecom. Però non apprezzo chi per troppi anni è stato zitto. Come i sindacati ad esempio, che potevano prendere posizione anni fa. Comunque sia, la priorità è difendere un organismo che ci viene invidiato anche a livello nazionale».

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