di Marta Rosati
InViaggi si rimette in pista con un nuovo presidente, Andrea Rastellini in un’intervista a Umbria24: «Per il piano industriale, questione di settimane».
Dopo la crisi che ha recentemente investito la InViaggi, segnata da cassa integrazione e il rischio, poi rientrato, di mettere alla porta 35 dipendenti, cosa è cambiato? Quali avvicendamenti societari si sono verificati e quanto ha pesato l’azione di parti sociali e Regione?
«In seguito al riassetto societario, la società ha deciso, anche grazie a un atteggiamento di assoluta collaborazione mostrato dalle parti sociali e dalla Regione, di puntare decisa sul rilancio della società e di investire, sottolineo investire, sulle risorse che erano impiegate in azienda come primo punto del nuovo piano industriale, che verrà formalizzato e comunicato nelle prossime settimane. Quello che è cambiato è l’atteggiamento delle persone che collaborano con noi in azienda. Anche se è da poche settimane che ci conoscono, quello che vediamo è la volontà di partecipare alla sfida, un atteggiamento positivo; da parte nostra riscontriamo anche esperienze e competenze non facili da trovare. Con il sistema del credito alle imprese abbiamo avviato un percorso differente, fatto di dialogo, condivisione di modelli e obiettivi, flessibilità. Con la Regione, così come con gli altri soggetti pubblici e privati presenti, vogliamo operare in trasparenza ragionando insieme, attraverso lo scambio di know how e di esperienze, sui grandi temi della gestione, della innovazione, della forza lavoro, del territorio».
In passato c’era già stato un riassetto societario ma le cose non sono andate molto bene nel periodo seguente. Cosa le fa pensare che stavolta sarà diverso? I lavoratori sono chiamati a fare sacrifici? Come sono i rapporti con Martellotti?
«Il piano di riassetto avviato nel recente passato è stato meglio focalizzato. Ogni cambiamento richiede inoltre un certo periodo di assestamento prima di poter iniziare a dare i primi risultati. Credo che il punto di partenza sia questo entusiasmo ritrovato e la volontà di serrare i ranghi intorno a un progetto che credo interessante e che sarà prima di tutto condiviso. I rapporti con Renato Martellotti sono ottimi, lui resta un punto di riferimento e una persona la cui esperienza e sensibilità verso il mercato sono un valore. Insieme, stiamo voltando pagina. Stiamo lavorando con massima attenzione a un recupero di efficienza finanziaria e operativa che sta già dando risultati e siamo, ovviamente, anche concentrati sull’innovazione dei prodotti e del modello commerciale, che amplieranno l’offerta in quantità e qualità già dal 2017. Alle nostre persone sono richiesti impegno, concentrazione e dedizione e credo che i risultati potranno dare il giusto riscontro a ogni figura professionale».
Parlando di strategia di rilancio del tour operator, ha parlato di sviluppo tecnologico off e online. Può spiegarci cosa si intende?
«Per essere competitiva un’azienda deve possedere un sistema Ict efficiente, in grado di rispondere esattamente ai processi e all’operatività: anche qui dobbiamo investire per ottenere un migliore rendimento. Abbiamo obiettivi sul back office, ovvero rivedere i sistemi gestionali e la rete dei fornitori; vogliamo lavorare sul modello dei dati, sviluppare modelli previsionali e di supporto al business più performanti e, soprattutto, più coerenti con le dinamiche di un mercato sempre più veloce e mutevole. Abbiamo ovviamente anche progetti per il front end: investimenti sul web e sui servizi, comunicazione e marketing di nuova generazione, social».
Nelle sue prime dichiarazioni da neo presidente ha parlato di inedite opportunità per l’Umbria, con la collaborazione e il supporto di Palazzo Donini, facendo riferimento ad un progetto incoming. Può anticiparci qualcosa?
«La regione Umbria si presenta come un prodotto turistico territoriale unico, anche se articolato e vario, e può rappresentare un sistema multi destinazione e multi funzione, ideale per coloro che hanno determinate sensibilità e cercano situazioni esperienziali. Stiamo giunti alla conclusione che la creazione di una Dmc (nel gergo turistico, una Destination management company) a livello regionale potrebbe portare risultati significativi, oltre che contribuire a sviluppare e migliorare la promozione e la valorizzazione del territorio. Stiamo quindi valutando la fattibilità e il potenziale per il mercato incoming, da affiancare all’offerta consolidata del nostro brand».
Che cosa rappresenta il viaggio per Andrea Rastellini e perché consiglierebbe di affidarsi ad un tour operator?
«Prima di tutto viaggiatori, non semplicemente turisti. Un viaggio non è solo relax e intrattenimento, ma è contatto, esperienze, sensazioni e, soprattutto oggi, condivisione dell’esperienza vissuta. Il risultato diventa per me positivo quando si rientra tonificati, rinvigoriti da una esperienza emotiva o anche fisica non banale. Stiamo lavorando anche su questo, per un miglioramento della qualità del prodotto finale, ripensando l’idea stessa dei ‘confini’ del prodotto offerto, la possibilità e i margini di personalizzazione dell’esperienza, l’integrazione nel viaggio di momenti qualitativi rilevanti; ad esempio cultura, cibo, benessere».
@martarosati28
