Era lo scorso 11 gennaio quando Umbria 24 ha anticipato il ‘nuovo colpo grosso di Cucinelli’ con l’acquisizione della ‘Sartoria Eugubina’ dopo quella di Penne in Abruzzo. Oggi arriva la conferma ufficiale dell’azienda che mette il sigillo alla nuova era di Cucinelli a Gubbio e del più prestigioso opificio eugubino nella casa di moda di Solomeo.

Le specificità di questa storia sartoriale di Gubbio entrano in una progettualità della nuova era di Cucinelli che protegge e preserva la migliore manifattura italiana considerandola come il valore più importante e la sfida più grande che i tempi futuri riserveranno. Cucinelli vuole continuare a realizzare capi da lasciare in eredità, per la qualità, il prestigio e il valore che mantengono nel tempo e non può che custodire la manualità artigiana che questi opifici storici hanno preservato nel tempo

Fanno parte di questa realtà circa 70 maestranze specialiste della “sartoria italiana” di altissimo livello, che continueranno la nobile attività lavorativa nel segno dell’eccellenza artigianale.

Da Solomeo a Penne e ora a Gubbio, la “bella fabbrica” pensata da Brunello Cucinelli parla di futuro e, nel frattempo, valorizza il presente rimanendo aperta alla ricerca e all’innovazione.

«Quella della piccola, ma importante “Sartoria Eugubina” – ha detto Brunello Cucinelli – è una storia nobile, fatta di un artigianato genuino che si è saputo guadagnare una stima meritatissima. Mi piace ricordare il prezioso lavoro di chi l’ha custodita sino a oggi e siamo molto felici di questa acquisizione, che per noi è un arricchimento in termini di umane risorse davvero speciali. Tutto il mondo guarda alla nostra Italia con profonda stima e crediamo che i nostri manufatti raccontino in maniera sincera e molto speciale quello che è il nostro modo di lavorare, l’estrema cura che mettiamo nel valorizzare le mani sapienti dei nostri stimati artigiani. Ora anche a Gubbio edificheremo un piccolo opificio con una splendida veduta sul panorama sulla cittadella medievale, dove è possibile lavorare in armonia con il creato. Sono molto fiducioso sul valore di capi belli e ben fatti made in Italy che si possono lasciare in eredità. Forse nei tempi a venire il tema sarà: non a chi venderemo questi capi speciali, ma piuttosto quali mani sapienti realizzeranno questi piccoli capolavori».

Insomma una piccola Solomeo sta per nascere a Gubbio, un opificio che l’azienda sta progettando nel pieno rispetto della concezione della bella fabbrica che Cucinelli porta avanti e da cui in tanti traggono esempio per i benefici che si riflettono sul benessere di chi lavora e quindi sul valore del manufatto oltre che del marchio. Sarà prossimo alla città borgo medievale, con ampie vetrate in modo che l’ambiente esterno, il panorama ma anche la natura e la luce possano appartenere istante per istante a chi è all’opera con la bellezza.

L’acquisizione viene salutata con profonda soddisfazione da parte del sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati. Il primo cittadino della città dei ceri ha parlato di un “lietissimo fine di una storia partita più di otto anni fa, che ci ha visto quale parte attiva, anzi, vorrei dire interlocutori indispensabili, in una fase in cui l’azienda era sostanzialmente arrivata al capolinea».

Stirati ha ricordato il giorno in cui «le dipendenti e le operaie arrivate sotto alle finestre di Palazzo Pretorio, disperate per una fine che era sostanzialmente segnata, e la mia telefonata a Rudy Severini, svegliato nel cuore della notte in America Latina, perché  la storia di quella importante realtà manifatturiera non finisse». L’arrivo di Cucinelli a Gubbio è «un fatto di straordinario valore, non solo economico ma anche culturale». Un percorso che oggi porta a costruire «un futuro economico, lavorativo, culturale all’insegna del bello e del made in Italy: immaginiamo un polo dell’abbigliamento di elevato profilo e percorsi formativi che garantiscano maestranze dalle mani sapienti anche per le prossime generazioni».

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