di Maurizio Troccoli
L’impero Cucinelli, della bellezza e dell’artigianalità, con ramificazioni in tutto il mondo, continua ad allargarsi anche in Umbria. Dopo l’annuncio della nuova ‘bella fabbrica’ nello storico distretto della sartoria maschile abruzzese, a Penne, dove saranno assunte dalle 300 alle 350 maestranze, già avviato con una ottantina di operaie, in Umbria Cucinelli avrà un nuovo stabilimento. Sarà a Gubbio, anche qui in connessione con la storia, ovvero con la prestigiosa ‘Sartoria Eugubina’, che sarà acquisita dal re del cachemire.
La notizia non è ufficiale: ma è confermata a Umbria24 dalle nostre fonti. Anche qui, a Gubbio, una ottantina di maestranze, quelle attualmente assunte, saranno l’embrione di un nuovo inizio. Sta per compiersi una triangolazione magica, tra Perugia, Gubbio e Penne, capace di raccontare molto sul futuro dell’impero Cucinelli. Si va cioè dall’alta specializzazione sulla maglieria di elevata qualità a Perugia, alla sartoria maschile di Penne, fino ai capispalla delle sarte eugubine, preziosissime custodi di una tradizione tessile al femminile di riconosciuto prestigio.
Cucinelli vuole proteggere l’impareggiabile patrimonio dell’artigianalità legata alla sartoria e, laddove sussistano i presupposti, è pronto a portare il proprio brand. Ma anche la propria concezione di opificio e di fabbrica. L’abilità manageriale internazionalmente indiscussa. E la profonda esperienza nella formazione, finalizzata a tenere legata la sapienza storica con la capacità di visione e di interpretazione dei tempi.
A Gubbio ci sono tutti i connotati per l’equilibrio cucinelliano. Lungo la via perugina, lasciandosi alle spalle Gubbio per imboccare la vecchia strada che portava al Belvedere e poi a Perugia, erano disseminati 4, 5 storici opifici che hanno fatto, di questo distretto, uno dei perimetri di maggiore valore dell’artigianato tessile umbro. Nel 2015 Brunello Cucinelli in persona, volle essere presente in occasione del rilancio di questo opificio, salvato dalle operaie.
Furono loro infatti a tirare fuori parte dei soldi per salvare la fabbrica. Si affiancarono ovviamente le istituzioni, a partire dal Comune di Gubbio con il sindaco Filippo Stirati che favorì l’impegno della Regione guidata da Catiuscia Marini, attraverso Gepafin e Sviluppumbria, il cui risultato furono 500 mila euro, che significarono il rilancio e la nuova fase a guida Rudy Severini, manager di esperienza del tessile, storico conoscitore di questo distretto.
Brunello Cucinelli in occasione dell’inaugurazione ebbe a dire: «Abbiamo grandi possibilità perché il mondo intero è appassionato ai nostri prodotti. Per realizzarli dobbiamo creare condizioni di lavoro speciale e puntare all’alta qualità». E le condizioni di lavoro, ormai sono note a tutti, come anche la qualità dei manufatti.

Cucinelli, la fabbrica la vuole bella. Ordinata, accogliente. Con grandi vetrate che consentano un costante contatto con la natura. E luminosissima. Nel distretto di Ponte di Sant’Antonio, a Penne, in Abruzzo, sono avviati i lavori del nuovo opificio che avrà esattamente queste caratteristiche e sarà pronto per l’estate 2025. Nel frattempo le operaie lavorano in un opificio in affitto, di 2mila metri quadrati, con l’obiettivo di raggiungere le 100 unità entro il 2024.
Cosa accade a Gubbio? Sicuramente Sartoria Eugubina non rimarrà lì. L’idea di un capannone è quanto di più lontano dall’ideale cucinelliano. Sarà sicuramente spostato in un luogo che oltre ad essere bello e capace di dare dignità al lavoro, avrà una sua armonia con il contesto paesaggistico e urbano di Gubbio. Un luogo cioè fortemente identitario capace di dire molto di questa valorosa storia, ma anche di favorire il miglior benvenuto al ‘sigillo imperiale’ di Solomeo.
