di Daniele Bovi
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La crisi del mercato del lavoro colpisce anche i lavoratori stranieri, con sempre meno assunzioni previste dalle imprese umbre nel 2013. Il dato emerge dal rapporto Excelsior di Unioncamere pubblicato mercoledì che riguarda le figure non stagionali nel settore industria e servizi, quindi al netto di badanti, collaboratori domestici o figure simili. Secondo le previsioni fornite dalle imprese della regione infatti, queste nel 2013 dovrebbero assumere in tutto 360 persone, il 45% in meno del 2012 (660). Per capire come le possibilità vadano sempre più restringendosi basta pensare che nel 2011 si pensava a 1.500 nuove offerte di lavoro, il 76% in più rispetto a quest’anno.
I dati Guardando ai dati delle due province umbre, la flessione è più accentuata in quella di Perugia. Questa infatti passa da una previsione di 470 persone nel 2012 alle 230 di quest’anno (nel 2011 erano 1.220), che tradotto in termini percentuali significa -51,1%. A Terni invece il calo è del 31%, da 190 a 130 mentre nel 2011 erano 280. I 230 nuovi contratti rappresentano l’8,5% del totale delle assunzioni stimate dalle imprese per l’anno in corso, mentre a Terni sono qualcosa in più (10,8%). Il dato umbro è peggiore di quello nazionale dove la stima parla di un calo del 27%: le offerte di lavoro saranno poco meno di 43 mila, contro le 60.570 dell’anno passato.
Così in Italia «In termini relativi – spiega lo studio -, le assunzioni di personale immigrato potranno arrivare a rappresentare l’11,7% di tutte le assunzioni previste dalle imprese manifatturiere e terziarie per l’anno in corso (nel 2012 la quota era stata del 14,9%). La contrazione interessa più il comparto dei servizi, dove quest’anno sono previste 13.430 assunzioni in meno rispetto al 2012 (-31,7% in termini relativi) e meno quello dell’industria che complessivamente riduce di 4.180 unità il suo fabbisogno (-22,9% sull’anno precedente)».
Dardanello: segnale chiaro «I dati – spiega in una nota il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – sono una preoccupante conferma della crisi del settore dei servizi e di quello delle costruzioni, fortemente legati al mercato interno e in cui la forza lavoro assicurata dagli immigrati rappresenta ormai un elemento strutturale e spesso qualificato. Questa ulteriore riduzione del loro fabbisogno è un segnale chiaro che, per sostenere i segnali di ripresa annunciati dal governo, è assolutamente indispensabile puntare sul rilancio della domanda interna, senza la quale non si risale la china della disoccupazione».
