Rometti, Cesaretti e Clini

di Ivano Porfiri

«Sono impegnato perché il pacchetto sulla semplificazione delle norme ambientali si chiuda entro l’anno per evitare che nella prossima legislatura procedure ancora in corso vengano bloccate o reinterpretate». Si attira gli applausi della platea degli industriali perugini il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intervenendo a un convegno sulla ‘Valutazione dell’impronta ambientale come driver di competitivita’ per le pmi’. Il convegno di Perugia, voluto dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Confindustria Umbria, ha inteso offrire una panoramica sulle esperienze maturate da alcune aziende italiane che collaborano con il ministero nell’ambito dei progetti del bando pubblico e degli accordi volontari.

Semplificazione priorità Stimolato dal presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti («Non nascondo – ha detto – che avremmo molto apprezzato che le nuove misure di semplificazione amministrativa fossero state introdotte subito con l’emanazione di un apposito decreto legge. Sono certo che alla base della decisione di seguire la strada del disegno di legge ci sono state motivazioni insormontabili»), Clini ha sottolineato come in questi mesi si sia fatto molto per semplificare le procedure. «Lavorando in questo modo – detto il ministro – non ho molti amici, molti si innervosiscono perche’ si smantellano burocrazie e procedure su cui si sono costruite carriere». Tuttavia, secondo il ministro «l’amministrazione deve essere responsabile verso il cittadino e l’impresa: se non riusciamo a trasformare la pubblica amministrazione facendola diventare come quella, ad esempio, della Germania, dove un’autorizzazione complessa viene rilasciata in tre mesi, è difficilissimo che l’Italia diventi competitiva». «Questo – ha concluso Clini – è un problema strutturale del nostro paese e lo stiamo affrontando».

La platea

Certificazione ambientale è fattore competitività Sul tema del convegno Clini ha rimarcato come «la certificazione dell’impronta ambientale è un’ulteriore fattore di competitività a livello internazionale soprattutto delle pmi che sono le imprese più dinamiche. Stiamo lavorando – ha aggiunto – per fare in modo che la protezione dell’Ambiente sia un fattore di promozione della crescita e affinché le norme ambientali e la loro applicazione, che nel corso degli ultimi 20 anni hanno spesso rappresentato un ostacolo per le imprese, diventino invece uno stimolo». In questa prospettiva, ha sottolineato il ministro, «abbiamo semplificato tutte le procedure, abbiamo cercato di rendere più certi i riferimenti degli investimenti sulla protezione dell’ambiente e poi stiamo sostenendo con incentivi, con la detassazione, con credito a lungo termine e a basso tasso di interesse, gli investimenti soprattutto nei settori delle energie pulite e della manutenzione del territorio».

L’esempio umbro Sull’Umbria, il ministro ha detto che «è sicuramente un esempio perché ha questa particolare caratteristica di essere in qualche modo l’incubatore di imprese che lavorano su tecnologie molto avanzate e che hanno grande successo a livello internazionale e, nello stesso tempo, è anche i territorio dove si sviluppano imprese in settori tradizionali che hanno raggiunto livelli significativi di eccellenza, di qualità e di competitività. Quindi – ha concluso – è anche la dimostrazione concreta che investire in sostenibilità aumenta la capacità delle imprese di essere competitive».

Marchio Umbria A puntualizzare il ruolo della regione, l’assessore Silvano Rometti. «L’Umbria – ha detto – prima in Italia, si è dotata di un marchio di promozione della sostenibilità ambientale, finalizzato a promuovere aziende e prodotti che si impegnano a ridurre gli impatti sull’ambiente». «Il marchio regionale – ha proseguito l’assessore – offre concreti vantaggi anche ai consumatori che avranno la possibilita’ di individuare sul mercato prodotti ad alta qualità ecologica e quindi contribuire attraverso le proprie scelte alla salvaguardia dell’ambiente sin dalla fase della produzione». Rometti ha poi spiegato che il marchio, basato sulla valutazione dell’impronta ambientale, verrà concesso a prodotti, (in possesso di specifici requisiti secondo un apposito disciplinare tecnico), ad aziende (in possesso di ′carbon footprint’ di sito o di organizzazione o di progetto in accordo con la norma Iso 14064), ma anche ad eventi e manifestazioni. «In questo ambito – ha detto l’assessore – verranno presi in considerazione tutti gli aspetti eco sostenibili, in accodo con gli standard internazionali e le linee guida del Ministero dell’ambiente per la realizzazione di ‘carbon neutral’». Oltre alle imprese, ha infine evidenziato Rometti, «in Umbria si e’ puntato a migliorare le impronte ambientali associate alla erogazione dei servizi da parte dei Comuni, attraverso una riduzione dei loro consumi energetici».