di Dan.Bo.
La prima pietra, almeno quella burocratica, c’è. Lunedì a tarda sera il consiglio comunale di Perugia ha dato il via libera all’atto di giunta che segna l’avvio dell’insediamento di Ikea, connesso al maxi ampliamento del centro commerciale di Collestrada. Ventuno i voti a favore, cioè quelli di una maggioranza stavolta compatta alla quale si è aggiunto Nilo Arcudi (e c’è chi si spinge a prefigurare futuribili alleanze); tre i voti contrari, quelli del M5s, mentre il Pd come annunciato giorni fa è uscito dall’aula. Una seduta non senza tensioni e urla, con il Pd che ha chiesto al sindaco di prendere la parola per esprimere pubblicamente una posizione sulla pratica urbanistica più importante della legislatura. Come accaduto già in altre occasioni, Romizi ha delegato i suoi assessori, cioè Prisco, Calabrese e Fioroni che hanno toccato tutti gli aspetti ampiamente sviscerati durante le sedute di commissione. Poi, sollecitato ancora dai dem, il sindaco è intervenuto ribadendo che la sua posizione è quella già espressa dalla giunta, invitando al contempo a dare vita a «un dibattito politico misurato e serio».
IL PROGETTO E LA NUOVA VIABILITÀ
Il dibattito Consigliere di lotta e di governo, da tempo ormai lontano dalla maggioranza con cui è stato eletto e transitato tra le fila del Psi, Camicia ha spiegato che il progetto non fa gli interessi di Perugia e che quindi il suo voto sarebbe stato contrario. Favorevole Scarponi (Ncd), pur con qualche dubbio sull’assetto della viabilità che è uno dei nodi più importanti del dossier Ikea. «Sorpreso di tanto dibattito» Sorcini, Fdi, secondo il quale «si tratta di un investimento che forse in un’altra città sarebbe passato inosservato». E se i forzisti spingono per il sì, nettamente contrari sono i pentastellati: per la capogruppo Rosetti, che ha posto dubbi anche su viabilità e qualità dei posti di lavoro prospettati, sarebbe stato indispensabile avere una programmazione del commercio prima di autorizzare l’intervento. «Oggi – ha detto – abbiamo mille incognite su questo progetto, mentre avremmo dovuto approfittare per avere una strategia commerciale più ampia».
CON IKEA A RISCHIO 400 POSTI DI LAVORO IN UMBRIA
Il Pd e i tempi Tra il sì e il no la posizione del Pd che, come annunciato giorni fa in conferenza stampa, non ha partecipato al voto visti i troppi dubbi irrisolti. I dem hanno puntato il dito contro la mancanza di partecipazione e posto problemi che riguardano viabilità, ambiente, occupazione e il promesso asilo nido: «Non ci sono le condizioni né per votare né per partecipare la voto» ha detto la capogruppo Sarah Bistocchi. Alla fine però, dopo oltre quattro ore, la pratica passa e il percorso che porterà alla costruzione di Ikea può iniziare. Ora ci saranno 90 giorni per la valutazione di assoggettabilità alla Vas, cioè alla Valutazione ambientale strategica. Al 99% questo passaggio ci sarà e la procedura dovrebbe concludersi all’incirca nel giugno 2019; dopo di ciò, si passerà sul tavolo della Conferenza di servizi che avrà altri due mesi di tempo, e infine all’altro passaggio in consiglio comunale per l’ok alla variante, previsto alla fine del 2019. A quel punto le pratiche saranno pronte e secondo le stime di Eurocommercial serviranno dai 24 ai 26 mesi per completare il progetto; ecco dunque che a conti fatti il taglio del nastro dovrebbe arrivare nel 2022.
I TEMPI: TAGLIO DEL NASTRO NEL 2022
Fontivegge La pratica Ikea è arrivata in consiglio comunale a qualche ora dall’omicidio di Fontivegge, caso portato in aula dal Pd. Bistocchi in apertura di seduta ha in fatti presentato una mozione d’ordine con cui ha sollecitato il sindaco a riferire. Romizi in quel momento non era in aula, la mozione è stata comunque respinta anche se alla fine il primo cittadino è intervenuto ricalcando in sostanza quanto detto domenica pomeriggio: «Su Fontivegge – ha detto – ci abbiamo messo passione e impegno fin da subito». Romizi ha ricordato tutti i progetti avviati e ha sottolineato che l’omicidio «non ci ha stupito, ma non deve consentire che si ricada nel pessimismo e quindi rallentare la nostra azione; al contrario deve essere un’occasione per accelerare, e in questo senso va considerato il presidio fisso di polizia che chiediamo e chiederemo, per poter dire ai residenti di stare sicuri». Posto fisso di cui si discuterà martedì in prefettura. «Ma se il primo fattore per una soluzione duratura – ha concluso – è avere una visione da parte dell’amministrazione e il secondo è rappresentato dall’azione delle forze dell’ordine, che in questi anni hanno davvero fatto un grandissimo lavoro, il terzo fattore che non dobbiamo dimenticare è senza dubbio rappresentato dai cittadini, il cui ruolo è fondamentale, come abbiamo visto in altre aree della città».
Twitter @DanieleBovi
