giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 23:29

Ikea e nuova Collestrada, «sui posti di lavoro c’è anche impatto negativo. Si tenga conto di chi l’ha perso»

La relazione Eurocommercial: «382 persi, bilancio positivo di 618 e indotto anche indiretto». L’area sarà grande 21 volte il «Curi»

progetto ikea perugia collestrada
Il progetto della Nuova Collestrada

di Daniele Bovi

Uno dei nodi più dibattuti – e lo stesso sarà in futuro – dello sbarco di Ikea a Collestrada con annesso ampliamento del centro commerciale, è l’impatto sul mercato del lavoro. Giorni fa la giunta comunale di Perugia nel comunicato con cui ha reso nota l’approvazione della preconsiliare che dovrà ora essere sottoposta al vaglio di due commissioni e poi del consiglio comunale, ha parlato di mille posti; una cifra tonda che fa una certa impressione e che sicuramente contribuisce a orientare il dibattito. Come è stata calcolata la cifra? Di quali tipologie di lavori si tratta?

L’APPROVAZIONE DEL PROGETTO

La proposta commerciale Qualche risposta arriva leggendo una parte della proposta commerciale messa nero su bianco da Eurocommecial, cioè la società proprietaria del centro commerciale che ha firmato un contratto con Ikea Italia. I proprietari spiegano che l’ampliamento «interagirà con l’economia regionale, offrendo opportunità alle imprese umbre di produzione di beni e servizi e creerà nuova occupazione in un territorio che ha “pagato” gli effetti della crisi sull’occupazione oltre che quelli da eventi sismici». Nel complesso si tratta di un investimento da 140 milioni di euro e durante le operazioni di costruzione Eurocommecial prevede di «utilizzare risorse locali per installazioni attrezzature, cooperative di trasporto, pulizie e allestimenti vari».

IKEA, IL NODO VIABILITÀ

I nuovi negozi Dopo la fase legata a demolizioni e ricostruzione c’è quella, più stabile, relativa all’apertura dei nuovi negozi. Nella relazione si parla di un ampliamento dei negozi esistenti pari a 2mila metri quadri, 9.500 per quanto riguarda quelli nuovi (non presenti nel territorio perugino; per qualche indizio si può guardare tra quelli ospitati negli altri centri commerciali di Eurocommercial), 1.500 di pubblici esercizi, servizi e artigianato e altrettanti di piccoli esercizi. In totale il nuovo centro commerciale passerà da una Suc attuale (la Superficie utile coperta) di 31.166 metri quadri a 84.018, con un ampliamento pari dunque a 52mila metri quadri; la superficie di vendita triplicherà, passando da 14.995 metri quadri a 45mila.

TUTTA LA VICENDA IKEA

21 volte il Curi Se si considerano anche i parcheggi, l’area totale è di 166mila metri quadri, cioè 21 volte il campo del «Renato Curi». Tra lavori e nuove aperture l’operazione Collestrada sarebbe in grado di generare mille posti di lavoro, anche se c’è un «impatto negativo, su scala regionale», stimato in 382 posti; il saldo positivo, dunque, è di 618. Eurocommecial parla sia di un «indotto diretto (incremento del personale addetto ai servizi di pulizia, sorveglianza, manutenzione ordinaria) che indiretto, soprattutto per quanto riguarda Ikea (fornitura di materiali/prodotti da aziende locali, servizi di trasporto a domicilio, servizi di montaggio per gli arredi complessi). Il calcolo di questo indotto (solo in parte stimabile) non può non essere considerato fra le esternalità positive generate dal rinnovato polo commerciale».

Chi ha perso il lavoro Un passaggio importante della relazione è dedicato a tutti quelli che, legittimamente, dopo aver perso il posto sperano di essere uno di quei mille. Sul punto Eurocommecial spiega che «si farà promotore di una sensibilizzazione dei tenants che apriranno a Perugia, affinché valutino per le nuove assunzioni il personale che ha già lavorato nel settore del commercio con particolare riferimento a lavoratori che hanno perso il posto di lavoro in conseguenza di chiusura di punti vendita di imprese commerciali che avevano sede nel territorio regionale».

Viabilità C’è da sperare dunque che l’opera di sensibilizzazione sortisca qualche effetto anche se c’è da aspettare: l’apertura di Ikea e dei nuovi negozi frutto dell’ampliamento è subordinata alla realizzazione di tutta la nuova viabilità, per la quale servirà qualche anno; difficile, di sicuro, pensare a un taglio del nastro prima del 2021 o 2022. Anas, che riqualificherà l’area indipendentemente dall’operazione Ikea, all’inizio di maggio ha presentato uno studio di fattibilità al Comune di Perugia, propedeutico all’avvio di un percorso che prevede l’ok in Conferenza dei servizi, il progetto definitivo, l’acquisizione dei pareri, il progetto esecutivo, l’appalto e poi il cantiere per il quale, presumibilmente, serviranno 17 mesi a partire dal 2020. C’è poi l’altra fetta di viabilità che sarà realizzata da Eurocommercial.

Le domande del Prc Tornando al tema dell’impatto sul mercato del lavoro, il segretario provinciale del Prc Oscar Monaco pone «un paio di domande all’assessore Prisco». «Vorremmo sapere – dice – se dopo vent’anni di colonizzazione della nostra regione da parte di ogni sorta di multinazionale, alla luce dei recenti dati economici, si possa considerare ancora un buon investimento per lo sviluppo dei nostri territori, tralasciando il fatto che l’Umbria è la regione con la più alta concentrazione di multinazionali e contemporaneamente la seconda regione in italia per impoverimento (solo il Molise ha perso più punti di Pil dell’Umbria), e soprassedendo sul dettaglio che probabilmente se non esiste un nesso tra multinazionali e impoverimento sicuramente non esiste nemmeno tra multinazionali e arricchimento. Ma soprattutto vorremmo sapere da chi oggi amministra il capoluogo di regione come sia possibile fare simili affermazione sull’impatto occupazionale quando si parla di un’azienda che impiega circa 6700 dipendenti divisi in 21 punti vendita in tutta Italia; non ci sarà un leggero scarto tra propaganda e matematica?».

Twitter @DanieleBovi

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