Detiene il 60 per cento delle quote del mercato mondiale del tartufo sia bianco che nero e in cinque anni ha raddoppiato il proprio fatturato, passando da 25 a 50 milioni di euro. Questi alcuni numeri della Urbani tartufi di Scheggino nata nel 1852 nel cuore della Valnerina dove tuttora ha il proprio quartier generale dopo aver attraversato sei generazioni.

Il 60% del tartufo commerciato nel mondo è di Urbani Nella fotografia dell’azienda umbra, con oltre 180 dipendenti e oltre cento professionisti che collaborano, non possono non mancare gli oltre 600 prodotti col 70 per cento della produzione che viene esportata all’estero, che in questo caso significa una settantina di Paesi. Nella sede di Scheggino lunedì mattina è stata accolta per una visita la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, accompagnata dal sindaco Paola Agabiti e dalla senatrice Ada Spadoni Urbani. Ad accogliere la delegazione Bruno Urbani, attualmente alla guida del Gruppo, ma anche Olga e Gianmarco Urbani che hanno accompagnato gli ospiti negli stabilimenti dove avviene la lavorazione sia del tartufo che dei prodotti a base di tartufo.

La spinta dei funghi Non solo. Il gigante mondiale del tartufo in tempi relativamente recenti ha avviato anche la lavorazione dei funghi, una mossa che gli ha consentito di una considerevole crescita ed espansione: «Grazie ad un forte processo di internazionalizzazione e innovazione – ha spiegato Gianmarco Urbani alla presidente Marini – basato sulla ricerca, e soprattutto in virtù di una ampia diversificazione delle produzione abbiamo potuto acquisire significative e nuove quote di mercato sia nel settore dei tartufi che in quello dei funghi. Ed è stato quest’ultimo settore che ci ha garantito in questi anni una notevole crescita, tanto da poter dire che forse questo è il periodo più florido della nostra azienda di famiglia e prevediamo per il futuro una ulteriore crescita di fatturato ed occupazionale».

Scheggino e la Valnerina All’origine della nuova stagione di successo c’è indubbiamente un management competente e grandi professionalità, oltreché rigorose politiche di qualità, controllo e sicurezza, «ma anche il grande amore e passione per il tartufo, per la nostra terra e per l’azienda di famiglia all’interno della quale ciascuno di noi Urbani svolge un suo specifico ruolo». Tant’è che Scheggino è ormai il regno del tartufo con l’Accademia del Tartufo e il Museo del Tartufo, realtà costituite negli ultimi anni dalla azienda che ha anche istituito la Fondazione Paolo Urbani per «la tenace difesa del tartufo, della sua storia e della sua conoscenza ma soprattutto della sua tutela nel futuro».

Marini: «Bene innovazione con fondi Psr» A margine del tour la presidente Marini ha commentato:  «Questa visita mi ha confermato quanto siano di estrema importanza gli investimenti in innovazione e ricerca scientifica anche in settori produttivi legati all’agroalimentare. E mi ha fatto molto piacere constatare come le azioni che la Regione Umbria ha messo in campo, grazie al suo Piano di sviluppo rurale, siano state ben colte ed utilizzate dall’azienda Urbani Tartufi che ha potuto effettuare significativo investimenti proprio grazie alle risorse comunitarie. Investimenti che questa azienda ha effettuato sia per ciò che riguarda la ricerca che la dotazione di mezzi e tecnologie».  La presidente Marini, infine, ha positivamente sottolineato il fatto che grazie al Jobs act la Urbani Tartufi ha proceduto alla stabilizzazione di venti lavoratori «segno questo – ha detto – delle importanti opportunità che le misure governative hanno prodotto in materia di lavoro ed occupazione».

 

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