Il quartier generale Maran di Spoleto

di C.F.

Spazzati via i timori sulla vendita della Maran credit solution. Con un’operazione di riacquisto di una quota di azioni attraverso la holding, la famiglia D’Atanasio ha rafforzato la propria presenza nella compagine sociale, mettendo all’angolo le paure spuntate all’indomani della prematura scomparsa di Nazzareno D’Atanasio, fondatore e Ceo di Maran, intorno alla trattativa in corso con investitori scandinavi.

La Maran resta spoletina Il Gruppo che a Spoleto conta circa 400 dipendenti, più del doppio in tutta Italia, resta quindi saldamente nelle mani della famiglia, che dopo la morte di D’Atanasio, ha tenuto ferma la barra della grande azienda nominando Edoardo D’Atanasio, il figlio trentenne di Nazzareno, presidente del consiglio di amministrazione e Fabio D’Atanasio, già braccio destro del fratello, amministratore delegato. Nel dettaglio «l’operazione compiuta è consistita – si legge in una nota ufficiale di Maran credit solution – nel riacquisto di una parte delle azioni detenute da Imi fondi chiusi Sgr, l’intervento sul capitale è il primo passo verso un più ampio riassetto organizzativo che vede la società impegnata a mantenere la leadership nel settore del recupero crediti stragiudiziali».

L’impegno della famiglia D’Atanasio E poi il messaggio a Spoleto e al mercato: «La famiglia D’Atanasio ha rafforzato la propria presenza nella compagine sociale, riaffermando la fiducia nelle attività intraprese e il proprio impegno sul territorio a difesa dell’occupazione. Intendiamo – è la conclusione – continuare a rappresentare un punto di riferimento nel panorama nazionale in termini di sviluppo delle attività, impegno sociale e innovazione tecnologica».

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Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.