L’Umbria sale un gradino nel podio delle regioni più “green” d’Italia: da terza passa a seconda, dopo il Trentino Alto Adige e prima delle Marche, nella classifica stilata da “Fondazione Impresa”. La fotografia della situazione italiana è stata scattata utilizzando l’Indice di green economy (“Ige”), elaborato dalla Fondazione che effettua studi sulla piccola impresa e che è frutto dell’incrocio di 21 indicatori di performance relativi ai principali settori interessati dalla “green economy”: energia, imprese e prodotti, agricoltura, turismo, edilizia, mobilità e rifiuti. All’Umbria viene attribuito un punteggio complessivo di 0,280 registrando un miglioramento rispetto alla precedente edizione della classifica, in cui la regione si è classificata terza.
Energia Entrando nel dettaglio degli indicatori, «l’Umbria – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti – raggiunge livelli molto buoni nel settore dell’energia collocandosi al quarto posto con il 55,5% della produzione di energia che deriva dall’utilizzo di fonti rinnovabili, a fronte di una media nazionale del 30,8%. Elevato è anche il risparmio energetico certificato con i certificati ‘bianchi’, pari a 1046,9 Kwh/ab, mentre la media nazionale si ferma a 703,5. Per quanto riguarda la certificazione di imprese e prodotti, uno degli aspetti su cui la Regione ha puntato istituendo il marchio ‘Green heart quality’, la qualità ambientale è certificata Iso 14001 da 419,8 imprese ogni 100mila, al secondo posto fra le regioni italiane, e circa 5 prodotti ogni 100mila imprese hanno una licenza ‘ecolabel’, che premia i prodotti e servizi migliori nell’ottica ambientale».
Agricoltura Nel settore agricoltura, l’Umbria è terza (con il 14,4%) per superficie agricola destinata alle colture biologiche su quella totale ed è al secondo posto (dopo le Marche) per il numero di punti vendita bio ogni 100mila abitanti (15,2 mentre la media nazionale è di 7,2). Le aziende zootecniche biologiche sono 14,7 ogni 100mila abitanti (12,9 è la media nazionale).
Turismo Nel settore del turismo, l’Umbria è la regione più virtuosa per la diffusione di alloggi agrituristici, con 6,4 alloggi ogni 10mila arrivi (la media nazionale è di 1,7). Nell’edilizia, primeggiano le regioni del Nord, ma si piazza bene anche l’Umbria per quanto riguarda la potenza installata solare-fotovoltaica in Conto Energia su edifici: è al secondo posto, dopo il Trentino Alto Adige, con 283,2 KW/1000 abitanti (media nazionale 157,1).
Mobilità Nel settore mobilità, l’Umbria presenta valori che si aggirano sulla media nazionale: sono 2,1 gli autobus ogni 1000 abitanti, con un utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico del 15%; 20,3 sono gli stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo per 1000 autovetture.
Rifiuti Nella gestione dei rifiuti, secondo l’elaborazione di “Fondazione Impresa”, l’Umbria fa meglio della media nazionale per la raccolta differenziata (42% del totale, mentre la media nazionale è di 39,9%); meno di venti famiglie ogni cento dichiarano difficilmente accessibili i contenitori per la raccolta di rifiuti.
Rometti: «Nostra priorità» «L’Umbria ha dimensioni piccole – afferma Rometti -, ma un forte dinamismo e questo ottimo piazzamento ne è una conferma. Quello della green economy è, fin dall’inizio, un tema fondamentale della nostra legislatura, su cui questa amministrazione regionale ha scommesso per un nuovo modello di sviluppo dell’Umbria, che tenga conto della sua identità di cuore verde d’Italia, delle sue vocazioni, che specializzi e innovi tutto il sistema produttivo nel rispetto della tutela ambientale e della qualità di vita dei cittadini e contribuisca anche alla nascita e sviluppo di nuove imprese e dunque di maggiore occupazione. I risultati fin qui ottenuti – prosegue – ci vengono riconosciuti anche da questo studio, molto importante perchè basato sull’esperienza delle imprese che lavorano in questo settore, in cui l’Umbria sale di una posizione, distanziando regioni quali Lombardia e Lazio che perdono invece terreno».
Rimuovere le criticità «Gli indicatori di questa classifica – sottolinea Rometti – contribuiscono anche ad approfondire elementi di criticità che siamo impegnati a rimuovere per proseguire speditamente sulla strada dello sviluppo sostenibile, imprescindibile dalla salvaguardia e dal miglioramento ambientale. È la sfida che ci siamo posti per la crescita e la competitività della nostra regione».
Marini: «Modello si concretizza» Per la presidente Catiuscia Marini «l’ottimo piazzamento dell’Umbria, sul podio delle regioni ‘green’, è la dimostrazione di come si va sempre più concretizzando quel modello di sviluppo ambientalmente compatibile che rappresenta uno degli obiettivi strategici e prioritari di questa legislatura regionale». «In questa sfida per l’innovazione e la specializzazione – ha aggiunto – abbiamo impegnato ingenti risorse, sia del bilancio regionale sia della programmazione comunitaria. Abbiamo investito non solo per l’energia ‘verde’ da fonti rinnovabili, ma anche per migliorare la qualità dell’aria, per la mobilità elettrica, la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, per valorizzare il patrimonio e le competenze produttive esistenti e potenziali in un’ottica di sostenibilità. Il territorio, l’industria, la vita nelle città sarà sempre più marcatamente ‘verde’. È quanto ci viene chiesto per il raggiungimento degli obiettivi europei ed è in questa direzione che proseguiremo con la nuova programmazione comunitaria, investendo le risorse disponibili per cogliere questo obiettivo che per noi è strategico».
