di Iv. Por.

Diaframmi che cadono, strade che si aprono. In due diversi punti dell’Umbria sono avvenute oggi cerimonie che fanno compiere un piccolo passo in avanti all’arretrato sistema infrastrutturale della regione. Mentre restano sullo sfondo le polemiche per i ritardi nelle grandi opere e per operazioni che sembrano andare in direzione opposta a quella della rottura dell’atavico isolamento dell’Umbria: ultime, la paventata cancellazione dell’Intercity Tacito e il pedaggiamento del raccordo Perugia-Bettolle.

Terni-Rieti C’erano il ministro Altero Matteoli e il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, oltre alle autorità locali, per l’abbattimento del diaframma nel tunnel della galleria dello “Svincolo Valnerina”, a poche centinaia di metri dall’uscita Terni Est della superstrada. La galleria, lunga circa un chilometro, collega, sia in ingresso che in uscita, l’asse principale della nuova “Terni Rieti” con la strada provinciale 209 “Valnerina”. Il tratto umbro della nuova Terni-Rieti, interamente nel territorio del Comune di Terni, si innesta alla strada statale 675 “Umbro Laziale” con lo svincolo “Terni Est” e prosegue verso Rieti in variante all’attuale strada statale 79 “Ternana”, sulla quale si attesta in prossimità del confine regionale con il Lazio. Il tracciato, di lunghezza pari a circa 11 chilometri, comprende: 3 viadotti; 3 gallerie (per una lunghezza complessiva di circa 7 km); 1 galleria artificiale; 1 ponte metallico di 40 metri; un ponte ad arco in acciaio di lunghezza complessiva di 300 metri che attraversa la Valnerina nei pressi della cascata delle Marmore, con la campata principale di circa 170 metri; 4 svincoli con la viabilità ordinaria e la bretella di collegamento alle Acciaierie di Terni con origine allo svincolo di Terni Est. Verrà, inoltre, realizzato anche un ulteriore ponte di grande luce che consentirà di attraversare il Fiume Velino.

Il ministro benedice Dopo aver ringraziato i lavoratori, Metteoli ha definito la Terni-Rieti  «senza dubbio un’opera di rilievo nazionale, che produrrà effetti positivi alla circolazione e quindi allo sviluppo della vasta area interessata. Auspico che i lavori, che hanno raggiunto un avanzamento del 75%, possano proseguire e concludersi nei tempi più rapidi».

In 10 minuti nel Reatino «Il tratto umbro della nuova ‘Terni-Rieti’ – ha aggiunto il presidente dell’Anas – consentirà di eliminare consistenti flussi di traffico dal centro urbano di Terni, con benefici sia in termini di traffico che di inquinamento atmosferico. L’opera garantirà inoltre un abbattimento dei tempi di percorrenza del percorso che va dallo svincolo con la SS675 Umbro Laziale al confine regionale verso Rieti, che passeranno dagli attuali 50-60 minuti a circa 10 minuti. Il nuovo tracciato, che si sviluppa per la gran parte in galleria, consentirà, in alternativa al vecchio percorso caratterizzato da curve e tornanti, di evitare l’attraversamento di vari centri abitati minori caratterizzati da una forte connotazione paesaggistica e turistica». «I lavori – ha sottolineato ancora Ciucci – sono iniziati alla fine del 2006 ed hanno raggiunto un avanzamento complessivo superiore al 75%. I tempi per il completamento dell’opera sono legati all’andamento delle procedure di approvazione del progetto di modifica dell’ultimo tratto che prevede l’attraversamento del fiume Velino, per il quale è stata avviata la Conferenza dei servizi». « »Il completamento dello scavo della galleria dello ‘Svincolo Valnerina’ – ha concluso Ciucci – congiuntamente a quello della galleria Tescino, ultimata il mese scorso, consentiranno di collegare un primo tratto di circa 3 km dallo svincolo di Terni Est fino alla strada regionale 209 ‘Valnerina’. Una volta realizzati gli impianti, le pavimentazioni e le altre opere complementari, sarà possibile aprire al traffico il primo tronco, entro il prossimo anno. Un ringraziamento particolare va rivolto tanto agli enti locali che hanno proficuamente collaborato alla realizzazione dell’opera, quanto a tutti i tecnici sia dell’Anas che dell’impresa appaltatrice, nonché alle maestranze, che con il loro quotidiano impegno hanno permesso di raggiungere questo traguardo».

Quadrilatero L’altro diaframma caduto oggi è quello della galleria “La Franca” a Leggiana di Foligno sulla Valdichienti sulla direttrice per Civitanova. Presente anche il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca. Per l’assessore regionale Silvano Rometti, «dopo l’apertura al traffico del tratto Pontelatrave-Collesentino avvenuta lo scorso anno nella regione Marche, il completamento di questa importante galleria nel territorio umbro è una ottima dimostrazione di come i lavori di realizzazione della Valdichienti stiano procedendo, dopo aver superato alcune difficoltà, con buona velocità». «L’amministrazione regionale – ha detto ancora Rometti –  continuerà a seguire con molta attenzione l’avanzamento dei lavori nel tratto umbro. L’obiettivo resta quello di fare che nel 2013 questa grande opera venga conclusa e consentire così a Foligno ed all’Umbria intera un nuovo veloce collegamento con le Marche ed il versante adriatico».

La cerimonia e la polemica L’opera, realizzata in un contesto orografico piuttosto complicato, a 700 metri di quota e per una lunghezza complessiva di oltre un chilometro, fa parte del tratto di lavori Foligno-Pontelatrave. La cerimonia è stata organizzata all’imbocco ovest del nuovo doppio tunnel ed ha avuto inizio con la celebrazione della messa da parte del vescovo di Foligno, monsignor Piero Sigismondi. Non manca la nota polemica. Secondo Maurizio Ronconi (Udc) è stato «il compimento simbolico di quaranta anni di battaglie politiche; una nuova strada che abbatterà definitivamente le barriere tra Umbria e Marche. Oggi – ha aggiunto – è anche il momento della verità: la nuova ss77 è una ormai prossima realtà grazie all’impegno prima di tanti uomini della Democrazia cristiana dell’Umbria e delle Marche e poi di quelli del centro destra. La sinistra oggi invece “sfrutta la ruota” di una grande opera infrastrutturale che però ha sempre osteggiato e mai voluto. Tutto è bene quello che finisce bene ma la verità storica con gli errori di alcuni e i meriti di altri è bene ricordarli».

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