di D.B.
«Posizioni inaccettabili e gravissime dal sapore ricattatorio». Cgil, Cisl e Uil giudicano così quelle assunte dalla Fornaci Briziarelli di Marsciano, «una delle principali aziende del settore delle costruzioni nella nostra regione – scrivono – e da anni esempio avanzato di corrette relazioni industriali». Secondo le segreterie di Fillea, Filca e Feneal, l’azienda vorrebbe «subordinare la richiesta di nuovi ammortizzatori sociali, fondamentali a garantire il reddito dei lavoratori, ad una sostanziale concessione di carta bianca sulla gestione di esuberi e licenziamenti, facendo strame di una positiva tradizione di relazioni costruita nel tempo ed esempio per la comunità regionale». I sindacati invitano perciò a «non perdere il buon senso» cercando la via del confronto e «seguendo le regole contrattuali e confederali».
Appello di Todini «Invitiamo l’azienda e l’associazione degli industriali – concludono – a mandare subito messaggi di distensione, che tranquillizzino le maestranze e la Rsu e riaprano la via del confronto entro le regole condivise negli accordi interconfederali e nei contratti di riferimento». Sul caso interviene con una nota il sindaco di Marsciano Alfio Todini esprimendo «preoccupazione» e dicendosi pronto a fare tutto il possibile per favorire il confronto. «Riteniamo fondamentale – spiega – che tutte le parti, proprietà e organizzazioni sindacali, facciano quanto è nelle loro possibilità per ristabilire una corretta gestione delle relazioni industriali e sindacali evitando forzature di ogni tipo e puntando a scongiurare qualsiasi ipotesi di licenziamento». «Riteniamo fondamentale che tutte le parti, proprietà e organizzazioni sindacali – prosegue -, facciano quanto è nelle loro possibilità per ristabilire una corretta gestione delle relazioni industriali e sindacali evitando forzature di ogni tipo e puntando a scongiurare qualsiasi ipotesi di licenziamento. Siamo certi che la proprietà farà tutto quanto servirà a garantire, pur in un evidente momento di crisi del settore, il rilancio delle attività e il ruolo di un gruppo industriale di dimensioni nazionali ed europee che trova il suo cuore proprio nello stabilimento marscianese. Auspichiamo quindi che si possa riaprire una trattativa che sembra al momento bloccata e che lo si faccia nell’interesse comune di impresa e lavoratori».
Il caso Semitec Ad appena mezzora d’auto dalle Fbm c’è un’altra situazione calda, quella della Semitec di Massa Martana dove i lavoratori e i sindacati hanno indetto per lunedì otto ore di sciopero e un sit-in di protesta. Al centro della discussione c’è la riorganizzazione aziendale presentata dalla dirigenza nel corso dell’incontro nazionale con i sindacati svoltosi il 17 settembre; riorganizzazione che prevede due diverse azioni da intraprendere: un ricorso a ammortizzatori sociali per circa il 40% del personale oggi in forza a livello nazionale (220 su 552), e un trasferimento della sede principale dell’azienda da Massa Martana a Roma che dovrebbe riguardare 80 dei 115 dipendenti in forza in questo sito. Sul pacchetto di proposte c’è il no dei sindacati, ribadito anche due giorni fa nel corso di un altro incontro alla sede Assistal di Roma tra la direzione aziendale, i sindacati e le Rsu. «La direzione aziendale – spiegano – ha riconfermato le motivazioni del ricorso alla Cassa integrazione straordinaria e del trasferimento degli uffici di Massa Martana a Roma». Al tavolo Cgil e Cisl hanno espresso la difficoltà nell’avere «un incontro approfondito» data anche la mancanza di un piano di rilancio ed hanno richiesto, al posto dell’utilizzo della Cassa, la possibilità di dare vita a contratti di solidarietà. Da ultimo è stata sollecitata una verifica, per ogni singola sede, della stima delle eccedenze dichiarate rispetto ai carichi di lavoro. In attesa di un nuovo confronto, lunedì sarà sciopero per difendere «un’azienda strategica per questo territorio».
