Il sito Faurecia di Terni

di Chiara Fabrizi

Pacchetto di scioperi unitario. Questo quanto definito lunedì sera dalle assemblee congiunte di Fiom-Cgil e Uilm-Uil in Faurecia che hanno incassato la condivisione da parte dei lavoratori per un percorso di mobilitazione che potrebbe tradursi in otto ore di sciopero per ciascun turno nella giornata di sabato e in altre quattro per lunedì.

Pacchetto unitario di scioperi L’iniziativa non è ancora stata proclamata perché in queste ore è atteso un confronto anche con Rsu e delegati di Fim-Cisl al fine di concordare una mobilitazione unitaria, già centrata lunedì e un paio di settimana fa, quando sono state indette le prime iniziative sindacali. Tra gli operai, inoltre, c’è chi ha messo sul tavolo l’ipotesi di clamorose iniziative in occasione della visita di Fiat allo stabilimento Faurecia di Terni, programmata per la prossima settimana. Non solo. Tra le pieghe della protesta è anche al vaglio la possibilità di presentare un esposto all’Ispettorato del lavoro (oggi direzione territoriale del lavoro) per denunciare un clima definito insostenibile, sia dai lavoratori che dai sindacati, e creatosi all’indomani della firma dell’accordo, inizialmente bocciato con referendum dagli operai, poi tornati sui propri passi attraverso una raccolta firme.

«Serve il permesso anche per andare in bagno» Se in prima battuta i lavoratori di Faurecia, gruppo francese che produce componenti per automobili, hanno storto il naso soprattutto per il ricorso dei vertici aziendali all’orario plurisettimanale piuttosto che allo straordinario per le ore successive alla 40esima, ora la battaglia si è allargata a ferie e permessi che spesso, riferiscono lavoratori e loro rappresentanti, vengono negati. Ma a incidere sul livello di tensione sono anche le attività di controllo che all’interno di alcuni reparti vengono giudicate ai limiti della legalità e su cui le organizzazioni sindacali hanno alzato il livello di guardia. «Tra le altre cose – spiega un lavoratore  – da qualche giorno dobbiamo chiedere il permesso anche per andare in bagno».  L’irrigidimento delle relazioni ha quindi creato tensioni massicce all’interno di uno stabilimento dove i lavoratori, al pari di impiegati e dirigenti, hanno detto sì alla riduzione salariale del 3% per il 2016, del 2% per il 2017 e dell’1% del 2018 in cambio di 10 milioni di investimento in tre anni.

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