Gli stabilimenti Faurecia

di Chiara Fabrizi

Riduzione del salario del 3% per il 2016 (2% nel 2017 e 1% nel 2018), dieci milioni di investimenti nel triennio e la messa in mobilità di 30 unità che diventa su base volontaria. Questi i pilastri dell’ipotesi di accordo firmato il 22 luglio dalla direzione aziendale dello stabilimento Faurecia (componenti automobili) di Terni, rappresentata da Ercole Di Girolamo e Simonetta Tampini, e le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil.

10 mln di investimenti in 3 anni L’azienda si è infatti impegnata a garantire i livelli occupazionali, 220 i dipendenti in organico al sito umbro del colosso francese, attraverso il mantenimento degli attuali livelli di produzione per il triennio che saranno assicurati attraverso investimenti pari a 10 milioni di euro. In particolare, le risorse permetteranno a Faurecia di procedere «all’acquisizione, sviluppo e industrializzazione dei nuovi progetti e compiere quindi investimenti in infrastrutture, attrezzature e macchinari».

Abbattimento costi di produzione Contestualmente il sito di Terni si prepara ad avviare una riduzione dei costi di produzione che peserà per 2.5 milioni sulle materie prime, un milione sul costo del lavoro e 200 mila euro sulla logistica, oltre a voci minori sulle quali si cercherà comunque di recuperare 200 mila euro, tra queste spese generali, miglioramento dell’efficienza e costi dei fornitori. Sulla riduzione del costo del lavoro, dopo trattative complesse, che inizialmente avevano visto l’azienda, riferiscono i rappresentanti sindacali, tentare di incidere soltanto sulle maggiorazioni dei turni notturni, quindi sacrificando soltanto gli operai, si è arrivati a una riduzione che peserà su tutti i dipendenti, dalle tute blu di secondo livello fino ai quadri dirigenti.

Riduzione salari In questo senso l’ipotesi di accordo sottoscritto da Riccardo Marcelli e Gino Bernardini per la Fim-Cisl, Andrea Corpetti per la Fiom-Cgil, Nicola Pasini e Maurilio Arca per la Uil-Uilm, prevede una riduzione del salario del 3% per il 2016, del 2% per l’anno successivo e dell’1% per il 2018. In busta paga mensilmente i salari più deboli perderanno circa 20 euro, mentre i vertici fino a 90 euro, con una media triennale complessiva che si aggira intorno ai 50 euro mese per ogni dipendente. Si è poi messo mano anche ai riposi, con i 30 minuti che dovranno essere consumati in due pause e si produrrà anche il 14 febbraio giorno di San Valentino.

Martedì referendum Lunedì sono state avviate le assemblee informative dei lavoratori, coi sindacati impegnati a illustrare i dettagli dell’ipotesi di accordo sottoscritto, prima di arrivare a martedì quando ai 220 lavoratori di Faurecia sarà richiesto di esprimersi sul documento attraverso il referendum.

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